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Ciao, zio Tom

La prima volta che le mie orecchie si sono lasciate ammaliare dal genio di Tom Petty mi trovavo negli Stati Uniti. In quel tempo frequentavo una ragazza americana, di Bellingham per la precisione, stupenda cittadina affacciata sul Pacifico in prossimità della frontiera con il Canada, due ore a nord di Seattle. Ci trovavamo a fare un giro turistico per la costa quando la radio (quelle si che sono stazioni…) attacca con “I won’t back down” ed io mi lascio trasportare da questa melodia cristallina supportata da un pop/rock preciso e finemente costruito. Alla mia ovvia domanda “who they are” la risposta mi colse sprovveduto, perché Tom Petty di fatto non lo conoscevo. A distanza di dieci anni non solo ho colmato quella grave lacuna, ma il buon Tom ed i suoi sodali Heartbreakers sono divenuti una delle mie band preferite, tanto che il loro suono tipicamente americano l’ho preso da esempio per i miei Americana, insieme a quello dei Counting Crows.
Tante cose si potrebbero scrivere di Tom Pe…

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