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E smettetela di compiacere il pubblico!

Non sono riuscito ad andare a vedere Ryan Adams, né al concerto di Roma né a quello di Gardone Riviera, programmati l'11 ed il 12 Luglio scorsi. Troppo equidistantemente lontani da Bologna, troppo al centro della settimana. Il curioso melomane come me però va in cerca dei commenti e delle recensioni sulle due serate, per capire "cosa mi sono perso". All'unanimità leggo che i due spettacoli sono stati molto diversi: al Ryan Adams scostante e svogliato di Roma ha fatto da contraltare quello ispirato del giorno dopo sul Lago di Garda. Cose che possono succedere, ma a leggere bene le recensioni c'è un aspetto dirimente tra i due eventi: a Roma i biglietti venduti erano pochi, a Gardone Riviera c'è stato il sold out. Morale, Ryan Adams a Roma era sottotono anche per i pochi spettatori, mentre il giorno successivo si è "galvanizzato", regalando ai presenti tutta la sua arte. Un professionista non dovrebbe cadere in questi vizi mentali, ma è un artista e …

Jason Isbell & the 400 Unit - The Nashville Sound

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La nascita della dedizione nei confronti di un artista può avere diverse genesi. Posso dire senza alcun dubbio ormai di essere un fan di Jason Isbell esattamente da quando Southeastern, il suo precedente lavoro, ha iniziato incessantemente a girare nel lettore della mia auto. Quell'album era uscito nel 2013, ma ci misi un anno a scovarlo ed una intera estate, quella del 2014, per portarlo a memoria. Avevo iniziato a venerare talmente tanto quel disco che mi era pure presa l'idea di crearmi uno pseudonimo e girare per qualche locale proponendo un set acustico, chitarra e voce,  non solo di gemme di Isbell, ma rispolverando anche brani che adoro del repertorio di Grant Lee Phillips. Insomma, anche per motivazioni personali, Southeastern è parte integrante della colonna sonora della mia vita.

Così, quando ha iniziato a trapelare la notizia di un nuovo album, la mia trepidazione è stata incontenibile, così come l'attesa. E questo The Nashville Sound non tradisce le aspettative…

Will Hoge in concerto a Massa Lombarda, mercoledì 5 Luglio 2017

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Will Hoge, lo avrete capito, mi piace molto. Sarà questo suo mettere insieme con naturalezza i grandi generi della musica americana: southern rock, new country ed appunto americana. Sarà questa sua capacità diretta di scrittura, per cui ti ritrovi a canticchiare strofa/ritornello già al secondo ascolto. Sarà perchè la "sua" Nashville mi fa assaggiare il sapore del Tennessee.

Per tutto questo (ed anche per altro) mi ritengo un fan di Will Hoge ed ora la fortuna ha voluto che in questo 2017 abbia organizzato una mini-tournè italiana composta da tre date, di cui una, quella a Massa Lombarda, a mezz'ora da casa mia.

Gli organizzatori dichiarano che l'inizio del concerto è fissata per le ore 21.30, quindi all'ultima luce del giorno mi incammino da Bologna verso Massa Lombarda, assaporando l'aria della pianura. Il quadro sembra quasi introdurmi nelle atmosfere che mi attendono al concerto: larghi spazi, l'occhio che cerca un riferimento all'orizzonte e l…

Derek & the Dominos - Layla and other assorted love songs

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In cima alla montagna dei dischi che hanno forgiato il rock americano c'è un'opera irripetibile, un album dato alle stampe da un supergruppo che non darà mai un seguito al suo capolavoro. La band in questione si chiama Derek & the Dominos, ma si spiega in maniera più comprensibile attraverso i nomi dei suoi componenti: Eric Clapton e Duane Allman alle chitarre, Bobby Whitlock alle tastiere e la sezione ritmica composta da Jim Gordon (batteria) e Carl Radle (basso). Se i primi due scaldano i nostri cuori solo leggendone i leggendari nomi, i compagni di avventura vengono direttamente dalla backing band di Delaney & Bonnie, leggendario combo sudista cui Clapton si era unito in tour per "fuggire via" per un po' di tempo dall'Inghilterra.

La fuga dalla Terra di Albione verso gli States è dovuta principalmente dall'infatuazione devastante che Clapton si era preso per tal Pattie Boyd, al secolo moglie di George Harrison (non c'è bisogno che vi dica c…

I miei dischi imperdibili della musica Americana

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Avviso al lettore. Questa mia selezione non ha la pretesa di dirvi quali sono i migliori dischi della musica americana, giammai. Voglio invece condividere quali sono i dischi che mi hanno cambiato la vita e che rappresentano (per me) anche la base degli Americana, la band nella quale suono.

Counting Crows. Recovering the satellites (1996). L'opera per la quale i Counting Crows verranno ricordati è August and everything after, disco che ha rivitalizzato il rock americano. Ma per me Recovering the satellites è insostituibile, perchè ha dentro di se la perfezione che ho sempre cercato in una band, oltre che il suono che rincorro da una vita. Due chitarre, basso, batteria, un grande tastierista indaffarato tra pianoforte, Hammond e piano elettrico ed un cantante dalle doti ineguagliabili. Questo disco rappresenta il mio concetto di musica, le chitarre che si scambiano le casse, assoli che potresti cantarli uno ad uno. Canzoni dal piglio elettrico, ritornelli indimenticabili, il tutto …

Quella notte prima degli esami

Stamattina, poco dopo essermi alzato ed aver acceso lo smartphone, ho ricevuto una notifica che mai mi sarei immaginato. Una compagna di classe del Liceo che insieme a me taggava gli altri ex-compagni della mitica 3B (almeno quelli raggiungibili su Facebook), ricordandoci che esattamente 20 anni fa iniziava la nostra maturità.

Non voglio essere nostalgico, ma la mia giornata è iniziata con un pensiero fisso: dove siamo tutti ora? Dove sono finiti quei 21 ragazzi che in quei giorni si preparavano a salutarsi dopo l'ultima fatica? Ma soprattutto, cosa è rimasto di quella voglia di cambiare il mondo, di quella speranza che esplodeva dentro noi di costruirci una vita secondo i nostri ideali ed i nostri obiettivi?

Domande. Domande grandi, immense. Riflessioni che mi hanno emozionato, perchè dopo quei 5 anni nulla è stato più lo stesso. Ho incontrato migliaia di persone, ho intessuto amicizie che sono nate e poi si sono spente e non ho capito il perchè. Ho ricercato, quasi sempre, di r…

E' ancora tempo per noi?

Sabato sera siamo andati a suonare a Marcelli di Numana, ridente località turistica del promontorio del Conero. I locali cittadini infatti hanno promosso una due giorni di eventi legati alla "Festa delle Bandiere", all'interno della quale ogni esercizio commerciale ha scelto il proprio Stato. Avendo optato la nostra location per gli Stati Uniti (ed avendo pure addobbato con bandiere del Tennessee...) ecco che siamo stati chiamati noi Americana (mi pare evidente).

Niente da ridire sul luogo, una bella pedana con prese per la corrente, lui e finta erba che però fa molto "figli dei fiori". Niente da ridire su noi, che ci siamo esibiti sia all'aperitivo che nel dopo cena, rispondendo ad una esplicita richiesta del locale.

Dopo queste belle parole, vi chiederete: e quindi? Quindi l'inghippo c'è, e sta nel pubblico. In preparazione al concerto ci siamo chiesti se non fossimo troppo ortodossi nel proporre il rock americano che ci piace. Molto conoscono i…