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Recensione: The Rolling Stones, Foreign Tongues. Gli Stones non hanno ancora abdicato

Se non sbaglio, perchè potrei aver perso il conto, con questo Foreign Tongues siamo arrivati al trentesimo album di inediti dei Rolling Stones. Probabilmente esistono discografie più numerose: Frank Zappa sta a 60 dischi, ma sappiamo che sfornava album figli anche dell'urgenza compositiva e non tutti propriamente a fuoco. Anche Bob Dylan li supera con ben 40 dischi di inediti, ma non è paragonabile un cantautore con un gruppo rock.  Gli Stones nel 2026 sono rimasti in tre: l'inossidabile coppia Jagger & Richards e il buon Ron Wood, che sembra sempre il new kid on the block ma quest'anno festeggia 50 anni di band. Ad aiutarli, proprio come nel precedente Hackney Diamonds , Steve Jordan alla batteria, Andrew Watt non solo nel ruolo di producer ma anche bassista e chitarrista aggiunto ed una schiera di ospiti a dire il vero meno rilevante del disco precedente. Qui si affacciano Robert Smith dei Cure che unirebbe la sua chitarra in "Divine Intervention", il buon P...

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Recensione: The Black Crowes, A Pound of Feathers. I Black Crowes muscolosi e sbrigativi, ma ben a fuoco.

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