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Visualizzazione dei post da 2016

The Rolling Stones - Blue & Lonesome (recensione lunga...)

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“I Rolling Stones non fanno più un disco decente da Exile on Main Street”. “A Bigger Bang è imbarazzante nel provare a ripescare una formula che ormai è andata”. “Mick Jagger da almeno 20 anni percepisce i Rolling Stones come un divertissement”. Queste tre frasi sono prese direttamente da alcuni delle recensioni che si sono susseguite in questi ultimi 30 anni sulle nuove uscite discografiche degli Stones e rendono l’idea di quale sia il leit motiv della stampa sulla band di Jagger e Richards.
Ora, che da Exile on Main Street ad oggi qualcosa sia cambiato è evidente e comprensibile. Quante sono le band che possono fregiarsi di una serie di dischi (in pochissimi anni) quali Let it bleed, Sticky Fingers ed appunto Exile….? Poche, pochissime, quasi nessuna. E’ ovvio che dal 1972 in poi la storia degli Stones ha preso un’altra piega: tour infiniti, litigate continue che hanno portato ad un periodo di sosta forzata (a metà degli anni ottanta), il ritorno degli anni novanta con qualche bel…

Volevamo essere gli U2 (capitolo 4)

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Alcuni di noi frequentavano il corso musicale propedeutico all’entrata nella Banda Musicale della città. In effetti aveva poco a che fare con il rock ma sembrava l’unico modo per poter prendere lezioni di solfeggio ed armonia senza per forza doversi andare a svenare. Ovviamente, l’unico strumento replicabile era la batteria, pertanto il nostro drummer stava giovando e non poco dell’approfondimento musicale, mentre gli altri si dovevano barcamenare tra clarinetto, tromba e sassofono cercando di intuire quale insegnamento riportare su basso, chitarra e pianoforte. Io e l’altro tastierista invece alla sola idea della Banda Musicale ci facemmo cogliere dall’orticaria, decidendo che forse andare a lezione di strumento ci sarebbe costato di più ma avremmo avuto risultati migliori (e soprattutto ci saremmo divertiti). In fondo, era solo una questione di scelte: rinunciare alla pizza del sabato sera per comprarsi un disco. L’ho fatto per tutto il periodo delle Superiori e per i primi anni di …

Volevamo essere gli U2 (capitolo 3)

Dopo il primo e fallito tentativo di far funzionare tutta la strumentazione iniziammo a migliorare il preistorico e precario impianto elettrico. Essendo sempre in bolletta, non trovammo di meglio da fare che “recuperare” (e sto utilizzando un termine elegante…) quanti più adattatori, prolunghe e cavi elettrici possibile dalle nostre abitazioni. In un giorno poi costruimmo una finestra al posto di quella da battaglia che già era presente nella casetta, pericolante e con i vetri rotti; riuscimmo a realizzare un buon infisso con delle tavole di legno di quelle per l’imballaggio delle lavatrici. Col resto delle tavole costruimmo una pedana per la batteria, che fu coperta da una moquette presa Dio solo sa da dove. Per quanto concerne le prese, le posizionammo in mezzo ai muri con dei chiodini, mentre la multipla più grande si trovava al livello di una piccola finestrella laterale che dava sul campo, dove arrivava il cavo collegato con il gruppo elettrogeno. La disposizione quasi finale pre…

Volevamo essere gli U2 (capitolo 2)

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Scelto il nome, avremmo dovuto anche indirizzarci verso un genere musicale. Avremmo, appunto, perché essendo alle prime (anzi, primissime) armi, dovevamo imparare a suonare insieme ed alcuni di noi dovevano proprio imparare a suonare il loro strumento. Insomma, la chitarra elettrica non è la chitarra acustica, così come c’è differenza tra tenere il tempo con la batteria sopra un disco e dare il tempo ad una band, senza alcun aiuto. Quel settembre passò dunque con tanti problemi da risolvere e la scelta del repertorio sembrava essere l’ultimo in ordine di importanza. In un pomeriggio rubato allo studio (ce ne sarebbero stati mille altri…) decidemmo di riempire le bottiglie di miscela, portare su gli strumenti ed iniziare. Era Ottobre, eppure faceva già un gran freddo. Ognuno arrivò alla “Casetta” (d’ora in poi, questo sarà il nome ufficiale) con i propri mezzi. E quindi: 3 motorini, 2 a piedi ed….1 passaggio da un genitore (poco rock, poco poco rock…). Riempimmo il gruppo elettrogeno d…

Volevamo essere gli U2 (capitolo 1)

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Questa storia è datata oltre 20 anni fa, 21 per l’esattezza. Ed è vera, totalmente vera ed autentica. Questa è la storia di sei ragazzi che, tutti intorno ai 16 anni di età, hanno deciso di fondare una rock band. Correva l’anno 1995, i mitici anni ’90. Si, mitici e grandiosi perché quella società si stava costruendo su valori cui noi giovani liceali credevamo in maniera forte; l’Europa era una opportunità e tutti sognavamo l’Università ed il conseguente Erasmus. Il Muro di Berlino era caduto ormai da qualche anno, lasciando spazio alla costruzione delle nuove democrazie dell’Est (talmente traballanti che sarebbero cresciute con disequilibri evidenti). Il Presidente degli Stati Uniti era un suonatore di sax che, mancando del necessario talento (Clinton lo ha sempre sventagliato senza problemi) aveva optato per la carriera politica. In aggiunta a ciò, si trovava pure incriminato per aver avuto rapporti sessuali con una stagista, il che rafforzava la sua immagine di uomo più attento ai v…

Americana live @ Chalet della Terrazza - Montecarotto (AN)

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Lasciarci un segno

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Con gli Americana si inizia a parlare della possibilità di lavorare su pezzi nostri. La cosa non mi dispiace, anzi. Concordo con l'idea che ad un certo punto si possa fare il salto, prendere tutti i riferimenti musicali suonati in questi anni e portarli dalla nostra parte, declinarli col nostro vocabolario.

Penso che tutto ciò abbia a che fare con la necessità non solo di lasciare un segno, ma anche di lasciarci un segno. Abbiamo bisogno, come molti in questo mondo, di costruire qualcosa sulla nostra pelle. In questo momento delle nostre vite non è semplice iniziare questo percorso, ma potrebbe essere la cosa più stimolante possibile. Ad una condizione, l'unica che potrei porre, senza alcuna scadenza temporale: registrare un disco intero.

A Settembre il rock americano sforna novità

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Due consigli di ascolto, in attesa di un lungo post che sto scrivendo e che è molto diverso da quanto ho pubblicato su bluespaper in questi anni. In questi giorni sono usciti (o stanno per uscire) due lavori attesi che pescano nel rock americano a cavallo tra roots, southern, americana, traditional rock (e via discorrendo, ormai lo sapete di cosa si parla qui...). I Blackberry Smoke con Like an arrow ed i Whiskey Myers con Mud. 



Buon Compleanno, Elvis! dopo venti anni resta lo zenit del rock americano nello stivale

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Tra compagni di band, a cena davanti ad una bella pizza ed una gelida birra, si affrontano gli argomenti più disparati. L'importante però è che si parli di musica, declinata in 800 modi differenti. D'un tratto, come un fulmine a ciel sereno, il discorso cade nell'argomento rock italiano. La cosa si fa complicata, penso tra me e me, perchè l'etichetta nostrana vicino alla parola rock suona molto strana.

Ora, ovviamente la "nostra" idea di rock è quella di rock americano, non c'è più bisogno di dirlo. Quindi l'argomento Italia assume contorni ancora più pericolosi, perchè è ovvio che c'è una difficoltà oggettiva (la lingua italiana, che di certo non ha la stessa immediatezza fonetica di quella inglese). Però potremmo confrontarci sul suono, che in fin dei conti è universale, non usa parole e mira dritto al nostro orecchio.

I nomi che vengono fuori nella chiacchierata sono quelli della Gang, dei Miami & the Groovers, dei Cheap Wine, la maggior p…

Da qui in poi

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Chi con un po’ di assiduità leggeva questo blog ha trovato uno stop negli articoli. La motivazione principale è che ho optato per un cambiamento di vita e, soprattutto, per un cambiamento di città. Dalla profonda provincia del centro Italia alla colta (ed anche un po’ caotica) Bologna. Una scelta dettata dal lavoro, non semplice e soprattutto inattesa, di quelle cose per le quali, una volta accettate, devi partire immediatamente, trovarti una casa, trasferire la famiglia e cercare soprattutto di capire chi sei.
Bluespaper in tutto questo non è stato dimenticato, ha solo sofferto della mancanza di una connessione decente e del poco tempo a disposizione. Ora che tutto sembra tornato nei canoni della normalità (per quanto possa chiamarsi normale una vita completamente diversa da quella precedente) è necessario che mi interroghi sul futuro di questo blog.
La prima notizia è che ho iniziato una bella collaborazione con un blog amico, Come un killer sotto il sole. Qualcuno in questi anni…

Il canone americano di Harold Bloom

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E' uscito oggi nelle librerie italiane un saggio controverso che non mancherà di suscitare critiche e discussioni.

L'autore è un critico letterario americano, il famoso Harold Bloom, considerato uno dei massimi esperti di letteratura americana, accademico di Yale e con una quarantina di saggi di grande fortuna alle spalle. In pratica, Bloom è una voce autorevolissima se si parla di scrittori a stelle e strisce.

Ebbene, ne Il canone americano Bloom riduce ad una manciata gli scrittori americani che hanno tracciato una linea indelebile: Herman Melville, Hart Crane, Henry James, William Faulkner, Emily Dickinson, Walt Whitman, Robert Frost, Ralph Waldo Emerson, Nathaniel Hawthorne, Mark Twain, Wallace Stevens e T.S. Eliot.

Il resto, nomi altisonanti della letteratura mondiale e non solo d'oltreoceano, vengono stroncati con più o meno veemenza. Secondo Bloom infatti risulterebbero secondari nomi quali Hemingway, Cheever (definito "un brav'uomo..."), Franzen e Fos…

"Let me get by" - Tedeschi Trucks Band

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Ah,quanto contano le fonti di ispirazione. 
Sto ascoltando con attenzione ed anche esaltazione Let me get by, ultima fatica discografica di quel supergruppo che risponde al nome della Tedeschi Trucks Band. Sapete probabilmente già tutto del sodalizio sentimentale e musicale di Susan Tedeschi e di Derek Trucks, che nel 2011 hanno riunito le proprie band per formare questa line-up unica e, se vogliamo dirla tutta, tendente alla grandeur. 
Per sgombrare subito il campo da equivoci vari, non sono uno di quelli che considera i primi due lavori al di sotto delle aspettative, anzi. Sia Revelator che Made up mind sono due ottimi album e poco di più si può chiedere a musicisti così talentuosi, soprattutto in periodi di magra come questo. 
Let me get by è la conferma di una bella realtà, un altro disco che finalmente riporta al centro del discorso la musica con la M maiuscola, degli interpreti sopraffini ed una capacità di scrittura fuori dal comune. E colpisce soprattutto che il diamante più p…

Americana live in Roma - Pentatonic Music Village

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La strumentazione di BB King

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Qualche post fa vi ho parlato dei miei chitarristi preferiti, quelli ai quali mi ispiro, rubo note, stile, idee o solamente mi faccio cullare dalla bravura e dall’emozione che sanno trasmettere. Vi riepilogo la Top Ten: 1)Jimi Hendrix 2)Stevie Ray Vaughan 3)B.B. King 4)Eric Clapton 5)Derek Trucks 6)Billy Gibbons 7)Mike McCready 8)Marc Ford 9)Kelly Joe Phelps 10)Robben Ford
Si scrive molto, quando si parla di chitarra, di stile ed, ovviamente, delle canzoni che hanno reso grande un chitarrista. Ma, perché ci dimentichiamo del suono? In fin dei conti il suono è il marchio di fabbrica del chitarrista, il motore che permette al pilota di Formula 1 di prendere le curve a 200 km/h, il pennello senza il quale il pittore sarebbe costretto a dipingere con le mani. E visto che io sono un chitarrista, l’argomento mi appassiona come non mai.
In dieci articoli approfondirò la strumentazione di questi chitarristi, e noterete quanta sia la differenza tra l’uno e l’altra.
Partiamo oggi dal re de…

"Sportswriter" di Richard Ford

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Chissà cosa sarebbe della letteratura americana senza quella malinconia di fondo che ne accompagna i romanzi più fortunati. Non fa eccezione Frank Bascombe, uno dei personaggi più riusciti dell'immaginario narrativo d'Oltreoceano, creato dalla penna talentuosa di Richard Ford, uno che meriterebbe maggiore sorte al di fuori del confine patrìo.

Si, perché lo spessore di Bascombe è quello che permette agli appassionati di letteratura di innamorarsi dei romanzi e continuare a credere che, tra le righe della narrativa, ci siano molte più risposte agli interrogativi della vita rispetto ad un lettino da psicanalista o da un laboratorio scientifico. Il "mito" di Frank Bascombe vede la luce proprio grazie a Sportswriter e proseguirà, rafforzandosi, con Il giorno dell'indipendenza e soprattutto Lo stato delle cose, di cui trovate in questo blog un'altra mia recensione.
Ma Sportswriter è stato il primo incontro con il nostro Frank, ed a questo libro datato 1987 dobbiam…

La mia Top Ten dei chitarristi

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La settimana scorsa ho postato la classifica dei 100 migliori chitarristi secondo Rolling Stone, un mega sondaggio effettuato all’inizio del nuovo millennio tra gli axemen più importanti da parte della rivista di musica più conosciuta al mondo. Il risultato, l’ho scritto senza remore nel post, mi ha anche convinto. Però è ovvio che ogni chitarrista ha il suo star system di eroi della sei corde, e per nessuno di noi i riferimenti saranno gli stessi. Quindi, con grande umiltà ecco la mia Top Ten, incluse le mie personalissime motivazioni.
Jimi Hendrix Non è che ci sia molto da aggiungere rispetto a quanto sia stato già detto e scritto. E’ (quasi) sempre al primo posto perché ha unito indissolubilmente tutte le grandi doti che un chitarrista deve avere: gusto, feeling, suono da paura, grande scrittura delle canzoni, riff eterni e potrei continuare all’infinito. Fatto sta che “Little Wing” è suonata da un alieno.
Stevie Ray Vaughan Intanto, l’unico possibile erede di Hendrix. Poi, un bl…

Iowa, primo round della corsa alle Presidenziali

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Sarebbe stato forse più corretto aprire un altro blog (nome? chissà, forse americanpaper...) ma ho intenzione di seguire in maniera approfondita la corsa alle Presidenziali Americane che animerà questo 2016.
Un po' perchè, non neghiamolo, gli Stati Uniti volenti o nolenti dettano gran parte delle strategie mondiali. Secondariamente, perchè è una scusa per farsi un giro (virtuale) in America.

Stanotte la corsa si è aperta con le primarie in Iowa, primo stato ad aprire le danze.
Ricordo che storicamente l'Iowa è uno stato a maggioranza repubblicana, anche in considerazione del fatto che ha dato i natali a Ronald Reagan. 

Ecco i primissimi risultati:

REPUBBLICANI Ted Cruz 27% Donald Trump 24% Marco Rubio 23%
DEMOCRATICI Hillary Clinton    49,9% Bernie Sanders  49,6%

Considerate che nel momento in cui scrivo c'è ancora incertezza sul reale vincitore per i democratici, anche se sembra che, con ancora 12 caucus da scrutinare, la spunterà Hillary Clinton.
Di certo però cambia di…

I 100 migliori chitarristi di sempre secondo Rolling Stone (ed alcune riflessioni)

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Di solito la domenica la dedico a leggere o ad ascoltare, ed ovviamente anche suonare, cose che durante la settimana mi hanno colpito e di cui, ovviamente, sono rimasto indietro. Ieri invece, evidentemente in preda a questa influenza senza febbre (la conoscete no? Tutti i lati negativi dell’influenza senza la possibilità di poter dire “Non vengo a lavoro oggi”) mi sono andato a vedere per l’ennesima volta la classifica che qualche anno fa Rolling Stones fece sui 100 Migliori chitarristi di tutti i tempi.
A scanso di equivoci, va premesso che questa classifica fu votata dal gotha della chitarra mondiale, e non sottoposta ad un referendum popolare. Ora, sappiamo tutti che nel mondo dell’arte qualsiasi classifica è assolutamente inutile, perché il gusto uditivo è assolutamente personale e perché i generi si mescolano come in un minestrone, mentre ognuno di noi predilige un certo suonare ed un certo filone musicale. Però, e qui vado contro il luogo comune che ha sempre descritto questa cl…