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Visualizzazione dei post da 2013

2013 Blues Music Awards

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Fine anno e, come consuetudine, è tempo di bilanci. Nell'universo della musica blues, considerata la fama del Blues Music Award nell'essere premio attento alla qualità e poco al mainstream, è necessario prenderlo come zenit di quanto è accaduto in questi 12 mesi.

L'Accademia di Memphis ha premiato come band dell'anno la Tedeschi Trucks Band, ed è obiettivamente complicato discostarsi dalle motivazioni della scelta. Da anni Derek Trucks è il talento più compiuto della sua generazione, e l'incontro con la moglie Susan Tedeschi (grande voce soul, ottima chitarrista) ha aperto alla band della Florida le porte per sonorità più slow. Dal vivo, attualmente, sono i più entusiasmanti del lotto, senza mai però scaturire nel manierismo. Non c'è alcuna esitazione dunque per i signorotti di Memphis a consegnare alla super-band anche il titolo di disco rock/blues dell'anno, con l'ottimo Everybody's Talkin'. E come da copione Trucks si aggiudica anche il tito…

Stagger Lee

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Per conoscere a fondo le basi della cultura folk blues è necessario addentrarsi in storie, racconti ed aneddoti che fanno parte di una narrazione persa nel tempo, ma di cui si sente forte il sapore e l’attrazione figlia della leggenda.
In vista del tributo a Peppe Costarelli, con i Juice Blues abbiamo setacciato alcuni traditionals alla base della storia del blues, brani di cui si ignora totalmente l’autore e che sono stati tramandati nei campi di cotone essendo nati come gospel, poi solo successivamente musicati. L’alone dimistero sprigionato anche solo dai titoli è grande, così come la timidezza di fronte alla grandezza storica dei grandi bluesman che nei decenni hanno interpretato questi piccoli gioielli di storia.
Tra i tanti ci ha colpito Stagger Lee, un folk blues risalente ai primissimi del Novecento la cui storia è affascinante ed avvolta di mistero. Stagger Lee, spesso in slang rinominato Stagelee, Stack O’Lee, Stackalee e una miriade di altre varianti, la tradizione orale in…

Del ricordo di Peppe, dei suoi insegnamenti e di altri aspetti indimenticabili della musica (soup of the day)

Si avvicina un evento importante per la comunità di musicisti di Fabriano, ovvero la Festa in ricordo di Peppe Costarelli che avverrà nella splendida cornice del Teatro Gentile di Fabriano il prossimo 7 Dicembre.
Chi era Peppe Costarelli? E perché un numero così grande di musicisti ha deciso di rendergli omaggio, a pochi giorni dalla sua scomparsa?
Non intendo fare biografie, anche perché Peppe, così amichevolmente e convenzionalmente chiamato da tutti, faceva parte delle generazioni avanti a me ed aveva vissuto l’inizio della musica a Fabriano, i primi gruppi musicali, i primi concerti rock, i primi eventi nei quali il vicino di casa saliva su un palco e.....bum! tutti a chiedersi quale indole artistica covasse dentro il garage quel tranquillo padre di famiglia che si incontrava sulle scale.
Prima di tutto, Peppe era il suo negozio di strumenti musicali. Indivisibili, unici, imprenscindibili. Musicaviva era lui: confusionario, naif, simpatico, tre aggettivi che descrivono sia un luogo…

L'esordio di Don Delillo. Americana, 1970

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Don DeLillo ha una struttura contorta, cronologicamente impegnativa per rimettere insieme una sequenzialità nel racconto, a tratti anche filosofica.
Nel suo esordio datato 1970, stupendamente intitolato Americana, questi elementi caratteristici non mancano, a conferma di una maturità narrativa giunta sin da subito. E’ soprattutto l’elemento filosofico a fare da sfondo al racconto, perché l’idea che caratterizza tutto il romanzo è togliere il superfluo dalla propria vita, mostrare le cose come in realtà sono e cercare di guardarle da un’altra ottica. Rispetto alle opere che verranno (su tutte le famose e acclamate Rumore Bianco e Underworld) c’è un gusto maggiore nella descrizione dei luoghi, in parte dovuto alla necessità di ambientare gran parte della storia nel Midwest americano (Fort Curtis, probabilmente luogo di fantasia) che odora di prati sconfinati e noia mortale.
David Bell, il protagonista, è un giovanissimo ed affermato dipendente di un network televisivo a New York, freneti…

Capolavori. Before the frost... The Black Crowes

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Esordire alla fine degli anni '80 e sfornare dopo venti anni il miglior disco della carriera non è da tutti. Anzi, è da Black Crowes.

Dato alla luce il 1 Settembre del 2009, Before the frost... è la cartina tornasole della grandezza di questi sei musicisti che fanno base ad Atlanta, cuore e capitale della Georgia.
Lontani dal puro hard rock degli esordi e da qualche scopiazzatura degli Stones e dei Faces (comunque, hai detto niente....), i fratelli Robinson & soci confezionano undici perle di rara bellezza, che vivrebbero di luce propria ma che rifulgono ancora di più se inserite in una track list mozzafiato.

Before the frost...trova i Black Crowes finalmente liberi dalle etichette, lontani dai clichè di chi li ha sempre voluti rockettari dai capelli lunghi. In questo disco c'è il blues puro, il boogie, le ballad malinconiche degli Eagles (Appaloosa, che capolavoro), un divertissement come I ain't hiding che parte scanzonata e finisce in un tripudio di suoni. C'è L…

Lightning Bolt. Pearl Jam

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Lightning Bolt. E con questo siamo a dieci. Dieci album per una band, i Pearl Jam, che ha sconvolto il mondo con un debutto chiamato Ten; anche non volendo essere cabalistici, questo disco dovrebbe avere un significato particolare.
Ed in effetti queste dodici canzoni uscite in contemporanea per tutto il globo Martedì 15 Ottobre qualche distinzione rispetto alla storia del quintetto di Seattle ce l'hanno. Mai erano passati quattro anni per dare seguito ad un disco (2009, Backspacer). E mai i Pearl Jam avevano inserito in un album una titletrack.
Aneddoti da fan, probabilmente.

Però, cosa era successo prima di questo Lightning Bolt?

Il disco che lo ha preceduto, Backspacer appunto, ci aveva lasciato una band in bilico tra il presente giganteggiante di Vedder, inteso come fortuna di vendite e seguito di pubblico a seguito della colonna sonora del capolavoro cinematografico "Into the Wild", e la necessità di bilanciare il futuro ridando spazio agli altri membri della band. A…

Cugini di Counting Crows e Black Crowes

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Quello che arriva da questa parte dell'Oceano Atlantico relativamente alla musica americana è solo una piccola e commerciale parte di ciò che in realtà si muove nel paese dei 52 stati a stelle e strisce.
Chi legge questo blog con una certa frequenza sa che uno degli obiettivi è far conoscere al pubblico italiano un genere musicale, che viene chiamato in due modi: Americana o American Classic Rock, che in realtà è semi sconosciuto nei nostri lidi. Naturalmente in chiave moderna, contemporanea.

Stiamo parlando dei figli di Bob Dylan & the Band, degli Allman Brothers, dei Grateful Dead. Direi che sono questi i tre grandi riferimenti, i padri putativi di questo genere.
Ora, per inquadrare ancora meglio di cosa stiamo parlando, è doveroso omaggiare le due band più conosciute e famose del genere: da una parte i Counting Crows e dall'altra i Black Crowes. Se volete sapere come suona il rock americano contemporaneo/Americana sintonizzatevi sulle loro frequenze.

Caratteristiche?
Gr…

Nel bel mezzo di Settembre, nell'anonimato della provincia americana

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La provincia americana. Chi non ne ha mai subito il fascino, chi non l'ha mai sognata. Non voglio raccontarla in questo momento, semmai voglio scattare una polaroid (ahimè, non ne esistono più) utilizzando questo contenitore infinito ed incontrollato di notizie che è il web.

Prendi una serata che preannuncia l'autunno. Prendi le news che girano su Internet e ricerca i nomi di questi stati sperduti, fuori dalle mille luci di New York (McInerney, sempre tu).
Scopri cosa accade nella Provincia americana in una settimana di metà Settembre...

Sui blog del Corriere della Sera, un certo Daniel Mori sul Nebraska.... 
http://italians.corriere.it/2013/09/10/in-mezzo-al-nebraska/

In Iowa questa settimana si autorizza il porto d'armi per i ciechi....
http://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/articoli/1117139/pistole-anche-ai-non-vedenti-in-iowa-si-puo.shtml

Nell'Illinois i casinò aperti tutto il giorno, 24 ore su 24.....
http://casino.gioconews.it/esteri-casino-2/37171-i-casino-dell-i…

Una dichiarazione d'amore per Omaha. Somewhere in middle America

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Ci sono distinte modalità per visitare un luogo. Volendo semplificare queste tipologie, direi che si possono guardare le cose di pancia o di cervello. Quelle che sto per raccontare sono impressioni e ricordi di pancia, vissuti con quell'istinto di chi per la prima volta vede un luogo, una città o un paesaggio e pensa “questa potrebbe essere la mia casa”, senza averci mai abitato prima.
Andiamo per ordine. Omaha è la città più grande e popolosa del Nebraska, pur non essendone la capitale, che invece è Lincoln, secondo un sistema molto particolare ma tanto caro per gli americani per il quale, nella maggior parte degli stati, la capitale non è la città più rappresentativa, bensì un centro molto minore magari posto in una posizione maggiormente centrale nella geografia dello stato. Insomma, con i suoi 400000 abitanti Omaha è la capitale economica e morale del Nebraska. Di più al turista non è dato sapere, perchè sul suo conto le informazioni della nostra guida sono inspiegabilment…

Lo stato delle cose di Richard Ford

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A pagina 490, a circa trenta dal termine del romanzo, si ha la netta sensazione che un’esperienza indimenticabile stia per finire. Lo stato delle cose (anche se come sempre il titolo originale The lay of the land è molto più appropriato) è l’opera omnia del cosiddetto romanzo psicologico.
Frank Bascombe, il suo protagonista, scava nella profondità della sua anima e dei suoi pensieri in due giornate, il giorno del Ringraziamento e quello precedente, che sembrano porgergli su un vassoio di argento la necessità di tirare le fila della propria vita.

A ben vedere, il tumore alla prostata contro cui Frank sta combattendo (sembra di capire con risultati positivi) mano a mano che le pagine scorrono diventa solo un pretesto, una lente leggermente più grande che serve ad ingrandire gli episodi, un incidente di percorso che lo rende ancora più vulnerabile. Di fondo, però, resta la sua introspezione, la facilità nel leggere le situazioni più inattese della vita, con uno sguardo amaramente iron…

Il nostro viaggio. Da Chicago a Des Moines. We love you, Iowa

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Lasciare Chicago è inusuale. O meglio, non abbiamo conosciuto mai nessuno che lasciasse Chicago per il West. La città che sorge sul lago Michigan è un intreccio di verde e modernità, barche affollate di turisti che solcano l’omonimo fiume ed inattese spiagge nella zone del North Shore, da cui è difficile staccarsene: perché lasciare Chicago?
L’Illinois, a parte la sua capitale che fagocita la vita della terra di Lilcoln come una mantide religiosa con il marito, è un lembo di terra stretto e relativamente lungo, e sembra che tutte le strade debbano finire a Chicago. Ma uscire dalla metropoli del blues urbano e di Obama è talmente semplice che in pochi minuti si è già in aperta campagna, salutando gli ultimi campi da baseball, che in città forse sono più numerosi delle persone. Naperville, De Kalb e Dixon, le città che incontriamo nel tracciante dell’Interstate che conduce verso ovest, sono solo minuscoli puntini nella campagna. La nostra meta è Des Moines, in mezzo all’Iowa nonché…

Se gli Spin Doctors (finalmente) fanno un disco blues

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C'è stato un momento in cui gli Spin Doctors avevano il mondo ai loro piedi. Per i più nostalgici e paurosi di invecchiare, la notizia che quel tempo è datato 20 anni fa non farà bene, ma le lancette corrono così veloci da far dimenticare che Two Princes, esplosa in Europa nell'estate del 1992, usciva da tutti gli altoparlanti e le radio del Vecchio Continente, dopo aver ovviamente monopolizzato gli Stati Uniti.

Loro, quattro ragazzi per bene dell'enorme New York, avevano dato alle stampe un disco epocale in quanto a vendite e ad importanza nel mainstream rock americano: Pocket Full of Kryptonite. 
Nel posto giusto al momento giusto? Si, è inevitabile quando l'esordio è bagnato da una vendita clamorosa di dischi, ma gli Spin Doctors in quell'esordio non erano di certo una band da un singolo e via. In quell'album trovarono la via delle charts anche Little Miss Can't be wrong e Jimmy Olsen's Blues, scanzonate ed orecchiabili, ma tremendamente rock.
Gli e…

Il blues intorno a me. L'autobiografia di B.B. King

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L'autobiografia di un bluesman non ha lo stesso sapore trasgressivo di quella di un rocker. E' tutt'altra cosa; un racconto quasi mitologico sulle proprie origini, una semplicità che quasi stride nel mainstream moderno ed una grande concretezza su fattori chiave quali fama e soldi.
Riley B. King è il blues. Questo perchè la sua data di nascita (1925), la città nella quale di fatto è cresciuto e diventato un uomo (Indianola, Mississippi) ed il non essersi mai discostato in oltre 50 anni di carriera dalla sua musica lo rendono il simbolo di un intero genere musicale.
Incredibilmente, in queste 299 pagine, King non spiega mai completamente cosa sia il blues, non avendone bisogno. Un uomo che nasce in una baracca per schiavi di colore all'interno di una piantagione di cotone nel Mississippi e si esibisce nella sua prima forma musicale in un quartetto gospel nella messa della domenica non si pone certo la domanda di cosa sia il blues. Il lettore invece, semmai avesse volut…

Prima, durante e dopo: il blues

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Un aspetto che rende difficoltoso avvicinarsi al blues è di fatto l’eterogenietà di declinazione di questa parola, che assurge a simbolo di un genere musicale il quale, al suo interno, conta una serie di innumerevoliramificazioni, unite certamente al tronco principale ma col tempo inesorabilmente contaminatesi. E’ difficile dire, nel 2013, cosa sia realmente rimasto della singola parola blues , scevra di ogni altra contaminazione. La prima riflessione che mi viene è che inevitabilmente definirlo nella sua purezza oggi vuol dire avere come zenit il suo più grande artista vivente, vale a dire B.B. King. Se decidiamo, e non penso possa essere criticabile, che il blues puro a 13 anni dall’inizio del nuovo millennio è rappresentato dal più che ottantenne B.B. King allora abbiamo messo un primo punto fermo nella nostra esplorazione. D’altronde Riley B. King possiede il curriculum giusto per assumere il ruolo: nato a pochi chilometri dal Delta del Mississippi, vissuta la sua giovinezza ad…