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Visualizzazione dei post da Aprile, 2011

Il lamento di Portnoy

Roth Philip da Newark è il prossimo Premio Nobel per la letteratura. O meglio, è auspicabile per la credibilità del riconoscimento che lo sia. Da circa 45 anni lo scrittore del New Jersey pubblica libri perfetti, in cui l'ironia dissacrante dei suoi personaggi si mescola con la lucida visione dei cambiamenti della società.

Il talento di Roth si è rivelato al mondo con il Lamento di Portnoy , un libro assolutamente spiazzante e fuori da qualsiasi regola. Per l'anno in cui fu dato alle stampe, il 1967, possiamo parlare di un'opera provocatoria, di certo molto avanti rispetto alla società degli anni sessanta.
Di certo per un redneck dell'Illinois leggere il fiume in piena di confessioni del Dott. Alex Portnoy, dirigente delle Risorse Umane della Polizia di New York, deve essere sembrato incomprensibile. Cos'è l'analisi? E cos'è questa denuncia di una infanzia normale tanto da diventare insopportabile?

Perchè il Lamento di Portnoy sono 235 pagine di una seduta-…

A Perugia arriva il Re

Il Signor Riley B. King nasce il 16 Settembre del 1925 in una minuscola cittadina del Mississippi, Indianola. Due anni prima, in quello stesso paese di poco meno di 10000 abitanti, aveva trovato la nascita anche Albert King. La città dei re, si direbbe. Il nostro di re nella sua prima parte della vita era una lavoratore dei campi e la leggenda vuole che la domenica cantasse nel coro gospel della chiesa di Indianola. Esattamente come tutti i suoi coetanei.

Però il giovane Riley aveva una passione incontenibile per la chitarra. A 21 anni decise di prendersi 10 mesi di pausa e raggiungere il cugino Bukka White, che a Memphis si manteneva proprio facendo il chitarrista nelle band locali. In quei dieci mesi cercò di imparare quanto più possibile della sei corde, decidendo poi di ritornare sul Mississippi e riprendere il suo lavoro contadino.Ma tutti, nel sentirlo suonare, compresero che la vita di Indianola   stava andando stretta al ragazzo paffutello che cantava con voce grossa nella chi…

Kelly Joe Phelps, il lamento del blues acustico moderno

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Kelly Joe Phelps è la voce del blues americano moderno.
Nato a pochi chilometri da Tacoma nello Stato di Washington nel 1959, è l'erede indiscusso della tradizione one man band del blues americano. La sua biografia racconta che, figlio di musicisti, abbia iniziato da giovanissimo a suonare la chitarra acustica, innamorandosi del country e del bluegrass. Poi l'ascolto di Robert Johnson, e da li la sua vita cambia repentinamente. Viene inghiottito dal blues, dalle sue cantilene altalenanti e dalle umide giornate nel Mississippi.
Un uomo e la sua chitarra acustica, questa è carriera musicale di Phelps. La perfezione del suo slide e il lamento della sua voce roca. Nella scia di Blind Lemon Jefferson e di Mississippi John Hurt. Sentire i dischi i Phelps è come essere catapultati alla foce del grande fiume, mentre canta di storie di disagio e di povertà

La sua tecnica chitarrista è strabiliante, così come l'utilizzo del bottleneck e del banjo. Il suo è un crossover moderno, dove…

Jonathan Lethem. "Non mi ami ancora"

Per scrivere certi romanzi bisogna essere statunitensi. Bisogna crescere con il rock'n'roll alla radio e con il mito di Elvis che straripa da ogni bar o ristorante. E poi bisogna aver respirato le pagine di Ginsberg o Bukovsky.
Lethem americano lo è, precisamente di Brooklyn, New York. Ma quella che ci racconta in Non mi ami ancora è una storia ambientata a Los Angeles. Nella enorme ed indecifrabile metropoli che non ha un centro, non ha un corpo definito e, soprattutto, non ha una identità precisa.
Nella Città degli Angeli c'è una band senza nome. E' composta da quattro ragazzi, due uomini e due donne, che si stanno avvicinando ai trenta e che fanno musica senza alcun obiettivo preciso.
Lethem li descrive in tutta la loro irrealtà, conscio che in realtà sta presentando al lettore uno spaccato nemmeno troppo surreale della middle class americana.
Matthew, il cantante che non ha mai scritto nemmeno un pezzo, che rapisce un canguro dallo zoo.
Denise, la batterista che di…