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Visualizzazione dei post da 2011

Il carteggio Aspern

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Cosa è disposto a mettere in gioco un letterato per impadronirsi del carteggio del suo poeta preferito? La domanda assomiglia molto più al trailer di un film d'azione appena uscito al cinema, invece che alla trama di un romanzo breve che ha più di 100 anni vita.
Ma Henry James nel suo Il carteggio di Aspern è così moderno da sviluppare in appena 111 pagine una storia  che cresce in suspence di pagina in pagina.

Riconosciuto come uno dei precursori del romanzo psicologico e grande talento nella costruzione di pagine intere di dialoghi, James da voce all'io narrante (evidentemente il protagonista è lui stesso) ed alle sue elucubrazioni, dalle menzogne per raggiungere l'agognata corrispondenza alla macchinazione di utilizzare l'ingenua Miss Tina, innamorata del letterato alla ricerca spregiudicata del suo tesoro, per sottrarre all'anziana Juliana Bordereau le preziose carte di Jeffrey Aspern.

E' una missione, quella del protagonista, che non si piega di fronte al…

Il cuore è un cacciatore solitario

Attendersi un romanzo sociale e di forte denuncia da un titolo così romantico è quantomeno inatteso.
Carson McCullers è stata una scrittrice del profondo Sud degli Stati Uniti, divenuta famosa quasi esclusivamente per questo lavoro, e poi caduta in un oblio depressivo che l'ha logorata sino alla morte. Il romanzo, soprattutto in Italia, sarebbe rimasto una sconosciuto se non fosse stato più volte citato nel film "Una canzone per Bobby Long", interpretato da John Travolta e da una giovane Scarlett Johansson.

In realtà quel cuore di cui si parla nella copertina è l'anima affranta del popolo del Sud a cavallo tra la prima e la seconda guerra mondiale. E' il mescolarsi di storie di perdenti, poveri, diseredati e reietti di una piccola cittadina dell'Alabama, dove vivere è molto più difficile che lasciarsi morire.
I personaggi sono la cartina tornasole di questa guerra sociale. Singer è un sordomuto che incanta i suoi amici disegnando le parole al vento con il mo…

Harry Manx. Il blues dal West all'Est

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La firma inconfondibile che Harry Manx lascia nella musica contemporanea è la fusione tra due musiche leggendarie del continente Americano del Nord. Da una parte il blues. Dall'altra, la musica di origine indiana. Un poco come l'uovo di Colombo, se inoltre si evidenzia la componente country che, leggera, il menestrello giramondo inserisce in molte sue composizioni.

Ma Harry Manx è un polistrumentista, un uomo degli strumenti a corda. Banjo, chitarra acustica, slide, mandolino, tutti fusi insieme, anzi confusi.Addirittura il sitar, per non lasciare nulla alla casualità.
 La scusa è il blues. La scusa è Kelly Joe Phelps. O Ry Cooder, per chi lo preferisce. Sono colonne sonore per film di Wim Wenders, ballate lente da interpretare intorno ad un falò  nel pieno deserto del Nevada. Accordature aperte e bottleneck, accenni di gospel che servono a rendere l'atmosfera ancora più intensa.

E' un crossover dell'America da cartolina. Echi dello Springsteen acustico (la sua vo…

Il Teatro di Sabbath. Philip Roth

Philip Roth a volte si spinge oltre il limite. Quella sua propensione all'ironia che può diventare una battuta continua, anche laddove il quadro che sta dipingendo è a tinte fosche. E poi l'erotismo che non manca quasi mai nei suoi romanzi, a volte un mantra superficiale (La lezione di anatomia), in altre, come in questo Il Teatro di Sabbath, una ossessione che pervade ogni singola pagina. Quando Roth si lascia andare in queste lande, il rischio che ne esca un'opera in bilico tra grottesco e farsa è veramente alto. In realtà è tutto calcolato, ma bisogna dare retta al nostro istinto di lettori per comprendere che ci sarà una spiegazione, un messaggio, una struggente e finale commozione.
Nelle prime trecento pagine, Il Teatro di Sabbath è un intreccio di pornografia e pazzia. Mickey Sabbath non è né l'antieroe né l'assassino. Semmai, semplicemente, è il protagonista assolutamente odioso di un racconto estremamente in bilico tra realismo ed esagerazione. E' un Mor…

"Erano solo ragazzi in cammino". Eggers e Valentino

"Erano solo ragazzi in cammino" non dovrebbe comparire in questo blog. Intanto, perchè trattasi di una autobiografia, esattamente quella dell'infanzia e della prima gioventù di Valentino Achak Deng, un sudanese nato a Marial Bai le cui traversie, quasi bibliche, tracciano il solco di tutte le 598 pagine di cui si compone il libro.
E poi, perchè non è un romanzo tipicamente d'Oltreoceano.

Ed allora, perchè parlare di "Erano solo ragazzi in cammino?".

Perchè esistono libri che sconvolgono l'anima, e quando li si incontra non si può ignorare che si sono stabiliti permanentemente sotto la nostra pelle. E perchè colui che ha raccolto le peripezie di Valentino è Dave Eggers, come dire il talento più puro della generazione contemporanea di scrittori statunitensi.
Da ciò si può dedurre che le opere che Eggers ci fa il dono di pubblicare sono le più strabilianti prove dell'incrocio pericoloso tra una scrittura torrenziale ed un colpo ben assestato ai nostri…

La Repubblica parla di Sherwood Anderson

Sottolineo un bellissimo articolo su R2 di Repubblica di ieri sabato 13 Agosto dedicato alla raccolta di racconti Winesburg, Ohio di Sherwood Anderson. L'articolo è di Paolo Mauri.

Il grande Gatsby. Francis Scott Fitzgerald

All'interno dell'ottima trasmissione "Fahreneit" di Radio 3 pochi giorni fa si approfondiva l'importanza di focalizzare i programmi scolastici sulla letteratura lasciando maggiore spazio alla lettura dei libri e sacrificando la storia letteraria.
I sostenitori di questa tesi, tra i quali il sottoscritto, evidenziano come la conoscenza di un romanzo superi l'approfondimento generico, che rischia di creare studenti che intuiscono la grandezza di un autore senza averne mai letta nemmeno una riga.

La digressione sembra artificiosa, ma è indispensabile per meglio comprendere Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald. Molto più che conoscere l'evoluzione della letteratura americana da qualche saggio scolastico, Fitzgerald disegna un romanzo che da solo contiene gran parte delle caratteristiche dei narratori oltreoceano.

Gatsby è il ricco proprietario di una enorme villa che si affaccia su Long Island. La sua vera occupazione, tralasciati degli affari torbidi…

Dave Eggers. L'opera struggente di un formidabile genio

Dave Eggers è un genio. E’ lui il primo a crederlo, intitolando questo sua primo lavoro “L’opera struggente di un formidabile genio”. Appunto.   A distanza di 9 anni dall’uscita di questo libro, la scrittura di Eggers sembra essere ancora più formidabile di quanto pensassimo nel momento in cui queste 480 pagine sono state inserite negli scaffali delle librerie. Eppure non stiamo parlando di fiction. Contrariamente a tutte le regole del mondo dell’editoria, l’opera prima dello scrittore è il racconto della sua gioventù. Ciò che rende questo racconto sconvolgente è da un lato la scrittura pazzesca dell’autore di Chicago, e dall’altro una concatenazione di eventi tragici che renderebbe la storia completamente inventata. In realtà, purtroppo per Eggers, non lo è. 
In breve, e per non togliere il gusto della scoperta pagina dopo pagina, al giovane Dave muoiono nel giro di pochi mesi entrambi i genitori ed entrambi di cancro. Con ormai più nulla da perdere, prende il fratello minore Toph e si …

B.B. King. Perugia, 16 Luglio 2011

Il sabato di Umbria Jazz che prelude alla giornata conclusiva di questa edizione 2011 è completamente dedicato al blues. Fortunatamente, il meteo ci aiuta. Diversamente dalle torride giornate di metà luglio tipicamente perugine, la temperatura è ideale, il sole è velato di tanto in tanto da qualche nuvola passeggera che aumenta il sollievo ed una brezza inaspettata ci dona una giornata perfetta per godere del programma.
In attesa dell'evento clou della sera (leggasi B.B. King), ci scaldiamo con i concerti gratuiti nei giardini Carducci. Le band che si alternano sono una lieta sorpresa. All'ora di pranzo si esibisce Ezra Charles e la sua Texas Blues Band. Il sestetto, orfano del basso sostituito da una base preregistrata, è godibilissimo e propone un repertorio di combo tipicamente texano, dove protagonista è la sezione fiati (1 sassofono e due tromboni). Come nella tradizione dello stato con l'unica stella, la chitarra si ritaglia in ogni canzone il suo spazio per l'as…

John Scofield. Ancona, 10 Luglio 2011

John Scofield entra sale sul palco allestito all’interno della Corte della Mole alle ore 21 e 40. Camicia di lino gialla, pantaloni marroni. Non c’è più il codino che lo ritraeva in tantissime foto, anche promozionali. Sono passati esattamente 21 anni da Time on my hands, capolavoro di jazz contemporaneo registrato con il grande Jack Dejohnette dietro le pelli della batteria. Nel frattempo il chitarrista di Dayton, Ohio, si è invaghito del funky (A Go Go, 1997) e del gospel (Piety Street, 2009) ed ha duettato con Pat Metheny (I can see your house from here). Insomma, quella figura che si staglia sul palco in una afosa e caldissima notte estiva anconetana è uno dei tre chitarristi più importanti della moderna storia del jazz e suoi derivati. Accanto a lui i fidi Bill Stewart alla batteria e Scott Colley al contrabbasso, ed in più il talento cristallino ( e spurotamente blues sino al midollo) del pianista Mulgrew Miller.
Scofield è un diesel. Inizia con un midtempo molto orecchiabile, i…

Il cuore ascolta. Helen Van Slyke

Ho trovato “Il cuore ascolta” in un mercatino dell'usato. Senza copertina esterna, solo con il suo involucro pesante. Il nome dell'autrice, Helen Van Slyke, ed appunto questo romantico titolo. L'ho preso per 1 euro. Per caso. Ancora adesso, dopo 572 pagine di montagne russe di sentimenti, non ho idea su chi sia realmente Helen Van Slyke, se non riuscire ad immaginare, dalle poche informazioni prese su Internet, che abbia incentrato la sua attività di scrittrice sull'universo femminile. E sulle sue declinazioni psicologiche.
Il cuore ascolta è una storia toccante ed avvolgente di una americana nata all'inizio del secolo nella costa Est. Elizabeth Quickly è la protagonista indiscussa di oltre 500 pagine di grande narrativa, di sentimenti mai celati, di rapporti turbolenti, di destino e di morte, mai intesa come avvenimento inatteso ma sempre anticipata, intuita, prevista. Elizabeth è eroina ed anti-eroina. E' uno sbaglio continuo, ragionamenti a voce alta, madre/…

L'estate blues italiana

In un momento in cui i grandi raduni festivalieri del rock sono in crisi (all'Heineken Jammin' Festival negli ultimi 2 anni le presenze si sono quasi dimezzate), l'estate italiana resta di buona qualità per quanto riguarda la proposta di festival blues.

Questi sono i maggiori eventi in calendario:

Liri Blues Festival (Isola Liri)
29 Giugno - Eric Bibb Quartet
30 Giugno - Albert Lee & Hogan's Herpes
1 Luglio - Sonny Ladreth
2 Luglio - Bettye Lavette
3 Luglio - Colosseum

Trasimeno Blues Festival
21 Luglio - Anna Popovic
22 Luglio - Dyunna Greenleaf & Billy Branch
23 Luglio - Eugenio Finardi
24 Luglio - Awa Ly
25 Luglio - Lurrie Bell
26 Luglio - Ivan Neville
27 Luglio - Jimmy Burns
28 Luglio - Mz Dee
29 Luglio - Randy Hansen
30 Luglio - Lousiana Mojo Queen & Waldo Weathers
31 Luglio - Raphael Gualazzi
1 Agosto - Big Brothers & the Holding Company


Pistoia Blues
8 Luglio - Skunk Anansie
9 Luglio - Ray Manzarek & Robbie Krieger
10 Luglio - Lou Reed


Rovigo Deltablues Festival

Va a Roth il Man Booker Internation Prize

Probabilmente si avvicina il momento in cui anche il Premio Nobel dovrà piegarsi al talento letterario di Philip Roth. Oggi intanto si è aggiudicato forse il più prestigioso tra i premi in circolazione.

Il Man Booker International Prize 2011 va a Roth, perchè "per oltre 50 anni i suoi libri hanno stimolato, provocato e divertito un enorme, ed ancora in espansione, pubblico".

Il premio rappresenta il massimo riconoscimento nel mondo letterario inglese e prende in considerazione o autori madrelingua o stranieri le cui opere siano state integralmente tradotte in inglese. Questa la lista dei papabili, che comprende anche Dacia Maraini.

Juan Goytisolo (Spain)
James Kelman (UK)
John le Carré (UK)
Amin Maalouf (Lebanon)
David Malouf (Australia)
Dacia Maraini (Italy)
Rohinton Mistry (India/Canada)
Philip Pullman (UK)
Marilynne Robinson (USA)
Su Tong (China)
Anne Tyler (USA)
Wang Anyi (China)

La biblioteca consigliata da Fernanda Pivano

Sono riuscito a ripescare un articolo di Fernanda Pivano del 1995, nel quale la grande autrice e traduttrice italiana consigli i titoli fondamentali per avvicinarsi alla letteratura americana.

In rigoroso ordine cronologico, i libri sono:


James Fenimore Cooper, L’ultimo dei Mohicani
Edgar Allan Poe, Le avventure di Gordon Pym,
Herman Melville, Taipi
Herman Melville, Moby Dick
Walt Whitman, Foglie d’erba
Mark Twain, Le avventure di Tom Sawyer
Henry James Jr., Ritratto di signora
Stephen Crane, Maggie, ragazza di strada
Frank Norris, Una storia di San Francisco
Theodor Dreiser, Nostra sorella Carrie
Jack London, Il richiamo della foresta
Jack London, Martin Eden
Gertrude Stein, Tre esistenze
Edgar Lee Masters, Antologia di Spoon River
Sherwood Anderson, Racconti dell’Ohio
Francis Scott Fitzgerald, Di qua dal Paradiso
Francis Scott Fitzgerald, Il grande Gatsby
Ernest Hemingway, Fiesta
Ernest Hemingway, Addio alle armi
Erskine Caldwell, La via del tabacco
William Faulkner, Luce d’agosto
John Steibeck, Pian del…

Il lamento di Portnoy

Roth Philip da Newark è il prossimo Premio Nobel per la letteratura. O meglio, è auspicabile per la credibilità del riconoscimento che lo sia. Da circa 45 anni lo scrittore del New Jersey pubblica libri perfetti, in cui l'ironia dissacrante dei suoi personaggi si mescola con la lucida visione dei cambiamenti della società.

Il talento di Roth si è rivelato al mondo con il Lamento di Portnoy , un libro assolutamente spiazzante e fuori da qualsiasi regola. Per l'anno in cui fu dato alle stampe, il 1967, possiamo parlare di un'opera provocatoria, di certo molto avanti rispetto alla società degli anni sessanta.
Di certo per un redneck dell'Illinois leggere il fiume in piena di confessioni del Dott. Alex Portnoy, dirigente delle Risorse Umane della Polizia di New York, deve essere sembrato incomprensibile. Cos'è l'analisi? E cos'è questa denuncia di una infanzia normale tanto da diventare insopportabile?

Perchè il Lamento di Portnoy sono 235 pagine di una seduta-…

A Perugia arriva il Re

Il Signor Riley B. King nasce il 16 Settembre del 1925 in una minuscola cittadina del Mississippi, Indianola. Due anni prima, in quello stesso paese di poco meno di 10000 abitanti, aveva trovato la nascita anche Albert King. La città dei re, si direbbe. Il nostro di re nella sua prima parte della vita era una lavoratore dei campi e la leggenda vuole che la domenica cantasse nel coro gospel della chiesa di Indianola. Esattamente come tutti i suoi coetanei.

Però il giovane Riley aveva una passione incontenibile per la chitarra. A 21 anni decise di prendersi 10 mesi di pausa e raggiungere il cugino Bukka White, che a Memphis si manteneva proprio facendo il chitarrista nelle band locali. In quei dieci mesi cercò di imparare quanto più possibile della sei corde, decidendo poi di ritornare sul Mississippi e riprendere il suo lavoro contadino.Ma tutti, nel sentirlo suonare, compresero che la vita di Indianola   stava andando stretta al ragazzo paffutello che cantava con voce grossa nella chi…

Kelly Joe Phelps, il lamento del blues acustico moderno

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Kelly Joe Phelps è la voce del blues americano moderno.
Nato a pochi chilometri da Tacoma nello Stato di Washington nel 1959, è l'erede indiscusso della tradizione one man band del blues americano. La sua biografia racconta che, figlio di musicisti, abbia iniziato da giovanissimo a suonare la chitarra acustica, innamorandosi del country e del bluegrass. Poi l'ascolto di Robert Johnson, e da li la sua vita cambia repentinamente. Viene inghiottito dal blues, dalle sue cantilene altalenanti e dalle umide giornate nel Mississippi.
Un uomo e la sua chitarra acustica, questa è carriera musicale di Phelps. La perfezione del suo slide e il lamento della sua voce roca. Nella scia di Blind Lemon Jefferson e di Mississippi John Hurt. Sentire i dischi i Phelps è come essere catapultati alla foce del grande fiume, mentre canta di storie di disagio e di povertà

La sua tecnica chitarrista è strabiliante, così come l'utilizzo del bottleneck e del banjo. Il suo è un crossover moderno, dove…

Jonathan Lethem. "Non mi ami ancora"

Per scrivere certi romanzi bisogna essere statunitensi. Bisogna crescere con il rock'n'roll alla radio e con il mito di Elvis che straripa da ogni bar o ristorante. E poi bisogna aver respirato le pagine di Ginsberg o Bukovsky.
Lethem americano lo è, precisamente di Brooklyn, New York. Ma quella che ci racconta in Non mi ami ancora è una storia ambientata a Los Angeles. Nella enorme ed indecifrabile metropoli che non ha un centro, non ha un corpo definito e, soprattutto, non ha una identità precisa.
Nella Città degli Angeli c'è una band senza nome. E' composta da quattro ragazzi, due uomini e due donne, che si stanno avvicinando ai trenta e che fanno musica senza alcun obiettivo preciso.
Lethem li descrive in tutta la loro irrealtà, conscio che in realtà sta presentando al lettore uno spaccato nemmeno troppo surreale della middle class americana.
Matthew, il cantante che non ha mai scritto nemmeno un pezzo, che rapisce un canguro dallo zoo.
Denise, la batterista che di…

La libertà di Franzen - parte seconda

Come già scritto ieri, il Franzen in Italia sta catalizzando i quotidiani, che giornalmente, ed a turno, fanno uscire interviste sul tour promozionale di Libertà.


Da questa, realizzata da Gianluigi Ricuperati per il bellissimo magazine domenicale del Sole 24 ore, si scopre ancora di più la devozione per Foster Wallace, un autore che, evidentemente, ha lasciato un segno indelebile sugli scrittori americani.

Probabilmente la copertina del Time ha creato il fenomeno Franzen, ma la verità è che ci troviamo di fronte ad un grande scrittore contemporaneo, che fa parte di una nidiata irripetibile per gli Stati Uniti. Solo in questo periodo è uscito Nemesi dell'immenso Philip Roth, che non ha bisogno di descrizioni, mentre sta andando alle stampe l'ultimo lavoro di Lethem.

Con Franzen però sta accadendo l'impensabile, perchè sta ricevendo nella vecchia, e colta, Europa una accoglienza da rockstar.

Buona lettura

http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2011-03-26/jonathan-franzen-scri…

La libertà di Franzen

Lo scrittore che sta facendo impazzire gli Stati Uniti è stato in Italia questa settimana per presentare il suo ultimo capo-lavoro Libertà.

A questo link una bellissima intervista rilasciata a Silvia Luperini de La Repubblica
http://tv.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/il-successo-di-franzen/64922?video

Under Cover of Darkness

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Taglienti. Melodici, ma alternativi. Giovani, ma vintage. Eleganti, ma strappati. Sobri, ma fumati. Distorti, ma sempre compressi. Amici, ma in costante litigio. Unici, ma molto imitati. Figli d'arte, ma non raccomandati. Americani, ma di New York. Anni 80, ma ispirati dai Velvet Underground. Geniali per Keith Richards. Dalle copertine brutte, ma intriganti. Artistici, ma minimali. Minimali, ma curati. Da gossip, ma senza notizie. Underground? No, Under cover of darkness , il singolo che precede Angles , il nuovo lavoro degli Strokes. Che non cambiano nemmeno di una virgola rispetto ai primi tre album.
In attesa di sentire tutto il disco.

Pioggia Nera, 15 anni dopo

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Ritornano dopo 15 anni i Soundgarden. Lo fanno con un come back per nulla improvvisato. A Settembre dell'anno scorso danno alle stampe una maestosa raccolta e pubblicano anche un  nuovo singolo, Black Rain. La pioggia nera ricorda tanto, a partire dal titolo, Black Hole Sun, ed il suono non si discosta per niente dal famoso Superunknown.

Poi un tour per riprendere in mano gli strumenti e vedere, di nascosto (mica tanto, vista l'affluenza record dei concerti...) l'effetto che fa.
Evidentemente l'effetto che fa è ottimo, perchè da pochi giorni i Soundgarden hanno comunicato che sono in studio per registrare un nuovo disco. Dopo 15 anni, appunto.

Intanto, questa è Black Rain


Mentre a questo link delle meravigliose foto sui 4 di Seattle di nuovo in studio dopo tanti anni
http://www.soundgardenworld.com/media

Da Hendrix a Faulkner

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C'è un mondo da Hendrix a Faulkner. L'uno da Seattle, l'altro da New Orleans. Il primo con una chitarra in mano, l'altro con la penna. In mezzo, tutti gli Stati Uniti. L'Illinois del blues, l'Alabama cantata dai Lynyrd Skynyrd, Philip Roth e Jonathan Franzen, Buddy Guy e Scott Henderson. Dal grunge a Mike McInerney de "Le mille luci di New York". La musica e la letteratura non sono poi così lontane.
Si può parlare di entrambe allo stesso momento. Chitarra e libri. Dall'Atlantico al Pacifico. Ed in mezzo, uno stato di 52 stati.