
Insomma, nonostante due bei figli, la vita non sta riservando ad April e Frank grandi soddisfazioni,
se non una mediocrità piatta e tanto anonimato. L’unica possibilità resta sognare.
Sognare di ricominciare dall’altra parte del mondo, togliendosi di dosso il passato e questa insopportabile
America del boom economico. Peccato che proprio quando la coppia stia programmando la
propria fuga,
le circostanze li rendono sempre più ancorati alla loro Revolutionary Road.
Il libro di Richard Yates pubblicato nel 1961, la bellezza di 58 anni fa, non risente del passare del
tempo.
Ci riesce perchè l’uomo ciclicamente si trova di fronte gli stessi interrogativi, perchè l’amore quando crolla
la passione rischia di diventare una mera routine oppure perchè tutti vogliono comunque lasciare la
propria impronta su questa terra. A Revolutionary Road di rivoluzionario non c’è niente, se non la pazza
idea di fuggire che April partorisce solo per sentirsi ancora viva e Frank accetta solo per dovere
coniugale.
Nella sua disarmante semplicità e scorrevolezza, Revolutionary Road dimostra come
alla grande letteratura siano sufficienti due personaggi ben centrati per raccontare una storia che
difficilmente si dimentica. Yates è un narratore elegante e nascosto tra le pieghe del libro,
lascia parlare i protagonisti, tanto basta per fare in modo che la storia viva di una luce propria.
Consigliatissimo.
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