E smettetela di compiacere il pubblico!

Non sono riuscito ad andare a vedere Ryan Adams, né al concerto di Roma né a quello di Gardone Riviera, programmati l'11 ed il 12 Luglio scorsi. Troppo equidistantemente lontani da Bologna, troppo al centro della settimana. Il curioso melomane come me però va in cerca dei commenti e delle recensioni sulle due serate, per capire "cosa mi sono perso". All'unanimità leggo che i due spettacoli sono stati molto diversi: al Ryan Adams scostante e svogliato di Roma ha fatto da contraltare quello ispirato del giorno dopo sul Lago di Garda. Cose che possono succedere, ma a leggere bene le recensioni c'è un aspetto dirimente tra i due eventi: a Roma i biglietti venduti erano pochi, a Gardone Riviera c'è stato il sold out. Morale, Ryan Adams a Roma era sottotono anche per i pochi spettatori, mentre il giorno successivo si è "galvanizzato", regalando ai presenti tutta la sua arte. Un professionista non dovrebbe cadere in questi vizi mentali, ma è un artista e dunque non lo biasimerei più di tanto.

Smettiamola però di guardare il dito (la reazione di Ryan Adams) e focalizziamoci sulla luna e quindi sulle poche persone presenti a Roma. Ora, Roma oltre ad essere la nostra capitale (un po' in decadenza) è anche la città italiana più popolosa, di fatto tre milioni di abitanti. Su una potenziale platea di tre milioni di abitanti, l'Auditorium della Musica per il concerto di Adams ha accolto poche persone, tanto che i "buchi" nel pubblico erano evidenti. A Gardone Riviera, 2600 abitanti circa, il Vittoriale è stato riempito. Direte: i due posti non sono comparabili. Vi rispondo io: neanche le due città. Eppure Ryan Adams vale, in 16 dischi ha proposto canzoni emozionanti ed intense, si spende sul palco come pochi ed è uno dei simboli attuali del rock americano. Insomma, non è l'artista da lasciarsi sfuggire.

J'accuse. Il problema siete voi, cari colleghi musicisti. Si, perchè vi siete piegati alle richieste dei locali, avete fatto un passo indietro rispetto alle vostre passioni musicali più recondite assecondando il sistema della musica dal vivo amatoriale in Italia: suonare le canzoni più famose, quelle che il pubblico conosce perchè ascolta in radio. Ma si, compiaciamoli questi spettatori dei piccoli pub, per i quali la band che suona dal vivo è meglio che non faccia rumore più tanto, e se proprio lo deve fare che proponga le canzoni che passa Radio Deejay o al massimo, ma proprio per gentile concessione, Virgin Radio. Cerchiamo il più possibile di non farlo ragionare questo "popolino", che non compra i libri, non legge i quotidiani, non va a votare e di provare a ragionare proprio non ha voglia. Assecondiamoli i nostri amici non musicisti, facciamogli sentire sempre le stesse cose, evitiamo che possano mettersi in gioco provando ad ascoltare qualcosa di nuovo.

A tutto questo vi siete conformati perchè anche voi volete il vostro momento di gloria, l'applauso convinto dopo una canzone, il collega di lavoro che scopre "quanto siete bravi" (e non vene farete nulla, anzi verrete additati dall'ufficio come artisti e quindi svogliati e quindi niente carriera), lo sguardo della bella cameriera dietro il bancone del bar alla quale fate il filo (che tanto mentre suonate sta lavorando e non vi guarda nemmeno).

Il sottobosco musicale italiano pullula di tribute band, tutte scontate, tutte facili, tutte a presa diretta. Li scimmiottate questi artisti, vi vestite come loro, fate le stesse mosse, perdete la vostra personalità per indossarne un'altra, spendete soldi per acquistare la stessa strumentazione. Per suonare The Edge c'è bisogno di quel cappellino? Per cantare come Johnson degli AC/DC è necessaria la coppola in testa? Vi fa sentire più rauchi e blues/rock? Siete ridicoli cari miei. Ridicoli e purtroppo dannosi, come purtroppo molte altre persone in Italia in altri ambiti. Dannosi perchè non permettete ad altri musicisti di crescere, contribuite a lasciare la musica italiana in una palude che pullula dei soliti nomi e non aiutate chi pubblica dischi, magari con piccole etichette, a crescere. I vostri amici vogliono ascoltare Tizio e voi gli date Tizio, non ci provate a rischiare.

Sapete perchè a Gardone Riviera sono accorse molte persone? Perchè a Pusiano da anni si svolge il Festival di Buscadero, rivista specializzata in musica americana ed attenta alla qualità e non alle vendite, che ha investito sul Festival ed ha fatto il crescere il pubblico, lo ha educato oppure lo ha solo guidato a conoscere altre cose. Le persone non sono pietre, se coltivi in loro un seme crescono piante. E' un esempio di come quel territorio possa ospitare da anni concerti strepitosi e garantire una cornice di pubblico attenta e preparata.

Voi invece state crescendo una manica di beoti irrazionali, figli delle finali di Champions League, nipoti dei culi al vento di "Colpo Grosso" che sotto sotto la domenica pomeriggio si addormentano sul divano guardando la D'Urso perchè il sabato sera prima hanno fatto tardi ad ascoltare al pub una tribute band di Ligabue. Non ci sarebbe niente di male, sia ben chiaro, se ci fosse anche il contraltare, se ci fossero band che propongono cose minori ma stupende.

Dovete far andare vie le persone dal vostro concerto lasciando in loro la domanda "Ma che canzoni erano quelle che ho ascoltato stasera?". Non dovete fingere di essere artisti, dovete moltiplicare l'arte. Non ho nulla contro il popolo di Vasco, massimo rispetto. Ma quelle persone non possono fermarsi lì, perchè se amano una "Sally" o una "C'è chi dice no", allora c'è tutto un mondo per loro che ancora non conoscono.

E guai a chi mi scrive che non posso puntare il dito contro nessuno. Leggete il blog, io posso puntare il dito contro voi perchè voi rovinate il mondo che amo e che con passione, dedizione e fatica cerco di far conoscere.  

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