Quella notte prima degli esami

Stamattina, poco dopo essermi alzato ed aver acceso lo smartphone, ho ricevuto una notifica che mai mi sarei immaginato. Una compagna di classe del Liceo che insieme a me taggava gli altri ex-compagni della mitica 3B (almeno quelli raggiungibili su Facebook), ricordandoci che esattamente 20 anni fa iniziava la nostra maturità.

Non voglio essere nostalgico, ma la mia giornata è iniziata con un pensiero fisso: dove siamo tutti ora? Dove sono finiti quei 21 ragazzi che in quei giorni si preparavano a salutarsi dopo l'ultima fatica? Ma soprattutto, cosa è rimasto di quella voglia di cambiare il mondo, di quella speranza che esplodeva dentro noi di costruirci una vita secondo i nostri ideali ed i nostri obiettivi?

Domande. Domande grandi, immense. Riflessioni che mi hanno emozionato, perchè dopo quei 5 anni nulla è stato più lo stesso. Ho incontrato migliaia di persone, ho intessuto amicizie che sono nate e poi si sono spente e non ho capito il perchè. Ho ricercato, quasi sempre, di ricreare l'atmosfera che respiravo dentro quella classe, quel profumo di anarchia, rivoluzione e speranza che poi non ho più respirato da nessuna parte, neanche all'Università. Perchè all'Università siamo tutti slegati, ognuno con i propri tempi, ognuno rinchiuso nelle proprie stanze a studiare, esami diversi da dare, treni da prendere per tornare a casa. No, non ho più vissuto quelle sensazioni, quello stare insieme costretto che diventava esaltazione, quella scoperta continua di nuovi gruppi musicali che fa si che il mio pantheon musicale sia nato lì e sia cambiato di poco.

Nei giorni della maturità ascoltavo due dischi: "Vs" dei Pearl Jam e "Recovering the satellites" dei Counting Crows. Avevo un lettore cd portatile, camminavo per casa con "Rearviewmirror" ed "Have you seen me lately" a palla, sudando per un Giugno bollente, proprio come questi giorni. E sognavo di diventare uno dei Pearl Jam od uno dei Counting Crows.

Dove siete ora? Io lo so. Siete a Roma, in Germania, a Perugia, in Cina, in Marocco, da qualche parte nelle mie adorate Marche. Siete a Londra, ed in questi giorni di notizie terribili mi preoccupo. Siete a Fabriano, dove tutto è iniziato e dove tutto ci riporta. Alcuni sono anche messi male, e mi dispiace. Gli anni hanno messo polvere anche su di noi, che non ci sentiamo più, che non abbiamo più il telefono di casa per chiamarci.

Dove siete ora, amici miei? Abbiamo figli, altri sono single per convinzione, altri per scelta di qualcun altro. Non abbiamo case nostre in cui vivere, dobbiamo tutti pagare qualcun altro per vivere. Ma soprattutto: come state? Sentite anche voi che la società ci ha deluso? E' andata come volevamo? Soprattutto: è andata?

Vi sembrerà strano, ma l'unica canzone che mi viene in mente per questo momento è un pezzo di Eros Ramazzotti di 30 anni fa, una musicassetta che avevano i miei genitori in auto: "In ogni senso". In quel disco c'era un pezzo, "Cara prof", che parlava proprio dei compagni di scuola dispersi. Da bambino lo ascoltavo e pensavo a come sarebbe stato quel momento, quello in cui avrei perso i ricordi degli anni di scuola ed avrei perso le nostre storie. Ma mi sembrava così lontano. E c'è un verso che colpisce come una lama Tutti quei miei compagni sparsi, come gli appunti di una vita. E a chi non sa come spiegarsi, dimmi che voto adesso tu gli dai.

Andatevela a cercare. Il testo lo posto qui sotto, in ricordo di 20 anni fa. E di quei bellissimi 21 ragazzi

Cara prof
Non lo so perché
Dopo tanto tempo penso proprio a te
Forse perché
Gli esami per me
Sembrano non finire quasi mai
Ti ricordi
Di monti andrea
Era quello bravo quello che copiavo
Scrive che passa giorni stanchi
Dice che riempie questionari
E intanto vende porta a porta
Ma in piazza no, lui non contesta più
E penso a un cinema in fondo a quella via
A un braccio intorno al collo
A quel sapore clorofilla dei baci
Dell'ultima fila
E penso a Lucia
Nell'ultima fila
E Lucia occhi stralunati
Chi lo sa dov'è con I suoi problemi
Lei che coi numeri come me
Non ci beccava quasi mai
Lei che amava in ogni senso
Morbide nevicate di poesia
'cause'è rimasto di quegli anni chi lo sa
Del nostro grande futuro
Talmente grande da inghiottirci tutti così
Un attimo prima
Dell'ultima ora
Dell'ultima ora
Cara prof
So che tuo figlio non lo vedi più
Come anch'io del resto
Tutti quei miei compagni sparsi
Come gli appunti di una vita
E a chi non sa come spiegarsi
Dimmi che voto adesso tu gli dai

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