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Visualizzazione dei post da Giugno, 2017

I miei dischi imperdibili della musica Americana

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Avviso al lettore. Questa mia selezione non ha la pretesa di dirvi quali sono i migliori dischi della musica americana, giammai. Voglio invece condividere quali sono i dischi che mi hanno cambiato la vita e che rappresentano (per me) anche la base degli Americana, la band nella quale suono.

Counting Crows. Recovering the satellites (1996). L'opera per la quale i Counting Crows verranno ricordati è August and everything after, disco che ha rivitalizzato il rock americano. Ma per me Recovering the satellites è insostituibile, perchè ha dentro di se la perfezione che ho sempre cercato in una band, oltre che il suono che rincorro da una vita. Due chitarre, basso, batteria, un grande tastierista indaffarato tra pianoforte, Hammond e piano elettrico ed un cantante dalle doti ineguagliabili. Questo disco rappresenta il mio concetto di musica, le chitarre che si scambiano le casse, assoli che potresti cantarli uno ad uno. Canzoni dal piglio elettrico, ritornelli indimenticabili, il tutto …

Quella notte prima degli esami

Stamattina, poco dopo essermi alzato ed aver acceso lo smartphone, ho ricevuto una notifica che mai mi sarei immaginato. Una compagna di classe del Liceo che insieme a me taggava gli altri ex-compagni della mitica 3B (almeno quelli raggiungibili su Facebook), ricordandoci che esattamente 20 anni fa iniziava la nostra maturità.

Non voglio essere nostalgico, ma la mia giornata è iniziata con un pensiero fisso: dove siamo tutti ora? Dove sono finiti quei 21 ragazzi che in quei giorni si preparavano a salutarsi dopo l'ultima fatica? Ma soprattutto, cosa è rimasto di quella voglia di cambiare il mondo, di quella speranza che esplodeva dentro noi di costruirci una vita secondo i nostri ideali ed i nostri obiettivi?

Domande. Domande grandi, immense. Riflessioni che mi hanno emozionato, perchè dopo quei 5 anni nulla è stato più lo stesso. Ho incontrato migliaia di persone, ho intessuto amicizie che sono nate e poi si sono spente e non ho capito il perchè. Ho ricercato, quasi sempre, di r…

E' ancora tempo per noi?

Sabato sera siamo andati a suonare a Marcelli di Numana, ridente località turistica del promontorio del Conero. I locali cittadini infatti hanno promosso una due giorni di eventi legati alla "Festa delle Bandiere", all'interno della quale ogni esercizio commerciale ha scelto il proprio Stato. Avendo optato la nostra location per gli Stati Uniti (ed avendo pure addobbato con bandiere del Tennessee...) ecco che siamo stati chiamati noi Americana (mi pare evidente).

Niente da ridire sul luogo, una bella pedana con prese per la corrente, lui e finta erba che però fa molto "figli dei fiori". Niente da ridire su noi, che ci siamo esibiti sia all'aperitivo che nel dopo cena, rispondendo ad una esplicita richiesta del locale.

Dopo queste belle parole, vi chiederete: e quindi? Quindi l'inghippo c'è, e sta nel pubblico. In preparazione al concerto ci siamo chiesti se non fossimo troppo ortodossi nel proporre il rock americano che ci piace. Molto conoscono i…

Cosa sto suonando (che è molto diverso da cosa sto ascoltando)

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Un vecchio adagio dei chitarristi recita che più si va avanti con l'età meno di sente l'esigenza della distorsione. Per quanto mi riguarda è vero: la distorsione rende tutto più omogeneo, cancella i piccoli errori ma appiattisce e, soprattutto, limita la dinamica del musicista.

Questa premessa per rendervi partecipi della sbornia che ho preso per una canzone, nello specifico Country Boy. E' questo uno standard blues che sembra non conoscere crisi. In particolare, la versione che mi ha colpito è quella di John Nemeth e della sua band, favolosa! Sentite cosa riesce a fare il chitarrista senza alcuna distorsione e senza alcun effetto se non chitarra, cavo ed amplificatore.

Insomma, ci sto studiando sopra...