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Visualizzazione dei post da 2017

E smettetela di compiacere il pubblico!

Non sono riuscito ad andare a vedere Ryan Adams, né al concerto di Roma né a quello di Gardone Riviera, programmati l'11 ed il 12 Luglio scorsi. Troppo equidistantemente lontani da Bologna, troppo al centro della settimana. Il curioso melomane come me però va in cerca dei commenti e delle recensioni sulle due serate, per capire "cosa mi sono perso". All'unanimità leggo che i due spettacoli sono stati molto diversi: al Ryan Adams scostante e svogliato di Roma ha fatto da contraltare quello ispirato del giorno dopo sul Lago di Garda. Cose che possono succedere, ma a leggere bene le recensioni c'è un aspetto dirimente tra i due eventi: a Roma i biglietti venduti erano pochi, a Gardone Riviera c'è stato il sold out. Morale, Ryan Adams a Roma era sottotono anche per i pochi spettatori, mentre il giorno successivo si è "galvanizzato", regalando ai presenti tutta la sua arte. Un professionista non dovrebbe cadere in questi vizi mentali, ma è un artista e …

Jason Isbell & the 400 Unit - The Nashville Sound

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La nascita della dedizione nei confronti di un artista può avere diverse genesi. Posso dire senza alcun dubbio ormai di essere un fan di Jason Isbell esattamente da quando Southeastern, il suo precedente lavoro, ha iniziato incessantemente a girare nel lettore della mia auto. Quell'album era uscito nel 2013, ma ci misi un anno a scovarlo ed una intera estate, quella del 2014, per portarlo a memoria. Avevo iniziato a venerare talmente tanto quel disco che mi era pure presa l'idea di crearmi uno pseudonimo e girare per qualche locale proponendo un set acustico, chitarra e voce,  non solo di gemme di Isbell, ma rispolverando anche brani che adoro del repertorio di Grant Lee Phillips. Insomma, anche per motivazioni personali, Southeastern è parte integrante della colonna sonora della mia vita.

Così, quando ha iniziato a trapelare la notizia di un nuovo album, la mia trepidazione è stata incontenibile, così come l'attesa. E questo The Nashville Sound non tradisce le aspettative…

Will Hoge in concerto a Massa Lombarda, mercoledì 5 Luglio 2017

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Will Hoge, lo avrete capito, mi piace molto. Sarà questo suo mettere insieme con naturalezza i grandi generi della musica americana: southern rock, new country ed appunto americana. Sarà questa sua capacità diretta di scrittura, per cui ti ritrovi a canticchiare strofa/ritornello già al secondo ascolto. Sarà perchè la "sua" Nashville mi fa assaggiare il sapore del Tennessee.

Per tutto questo (ed anche per altro) mi ritengo un fan di Will Hoge ed ora la fortuna ha voluto che in questo 2017 abbia organizzato una mini-tournè italiana composta da tre date, di cui una, quella a Massa Lombarda, a mezz'ora da casa mia.

Gli organizzatori dichiarano che l'inizio del concerto è fissata per le ore 21.30, quindi all'ultima luce del giorno mi incammino da Bologna verso Massa Lombarda, assaporando l'aria della pianura. Il quadro sembra quasi introdurmi nelle atmosfere che mi attendono al concerto: larghi spazi, l'occhio che cerca un riferimento all'orizzonte e l…

Derek & the Dominos - Layla and other assorted love songs

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In cima alla montagna dei dischi che hanno forgiato il rock americano c'è un'opera irripetibile, un album dato alle stampe da un supergruppo che non darà mai un seguito al suo capolavoro. La band in questione si chiama Derek & the Dominos, ma si spiega in maniera più comprensibile attraverso i nomi dei suoi componenti: Eric Clapton e Duane Allman alle chitarre, Bobby Whitlock alle tastiere e la sezione ritmica composta da Jim Gordon (batteria) e Carl Radle (basso). Se i primi due scaldano i nostri cuori solo leggendone i leggendari nomi, i compagni di avventura vengono direttamente dalla backing band di Delaney & Bonnie, leggendario combo sudista cui Clapton si era unito in tour per "fuggire via" per un po' di tempo dall'Inghilterra.

La fuga dalla Terra di Albione verso gli States è dovuta principalmente dall'infatuazione devastante che Clapton si era preso per tal Pattie Boyd, al secolo moglie di George Harrison (non c'è bisogno che vi dica c…

I miei dischi imperdibili della musica Americana

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Avviso al lettore. Questa mia selezione non ha la pretesa di dirvi quali sono i migliori dischi della musica americana, giammai. Voglio invece condividere quali sono i dischi che mi hanno cambiato la vita e che rappresentano (per me) anche la base degli Americana, la band nella quale suono.

Counting Crows. Recovering the satellites (1996). L'opera per la quale i Counting Crows verranno ricordati è August and everything after, disco che ha rivitalizzato il rock americano. Ma per me Recovering the satellites è insostituibile, perchè ha dentro di se la perfezione che ho sempre cercato in una band, oltre che il suono che rincorro da una vita. Due chitarre, basso, batteria, un grande tastierista indaffarato tra pianoforte, Hammond e piano elettrico ed un cantante dalle doti ineguagliabili. Questo disco rappresenta il mio concetto di musica, le chitarre che si scambiano le casse, assoli che potresti cantarli uno ad uno. Canzoni dal piglio elettrico, ritornelli indimenticabili, il tutto …

Quella notte prima degli esami

Stamattina, poco dopo essermi alzato ed aver acceso lo smartphone, ho ricevuto una notifica che mai mi sarei immaginato. Una compagna di classe del Liceo che insieme a me taggava gli altri ex-compagni della mitica 3B (almeno quelli raggiungibili su Facebook), ricordandoci che esattamente 20 anni fa iniziava la nostra maturità.

Non voglio essere nostalgico, ma la mia giornata è iniziata con un pensiero fisso: dove siamo tutti ora? Dove sono finiti quei 21 ragazzi che in quei giorni si preparavano a salutarsi dopo l'ultima fatica? Ma soprattutto, cosa è rimasto di quella voglia di cambiare il mondo, di quella speranza che esplodeva dentro noi di costruirci una vita secondo i nostri ideali ed i nostri obiettivi?

Domande. Domande grandi, immense. Riflessioni che mi hanno emozionato, perchè dopo quei 5 anni nulla è stato più lo stesso. Ho incontrato migliaia di persone, ho intessuto amicizie che sono nate e poi si sono spente e non ho capito il perchè. Ho ricercato, quasi sempre, di r…

E' ancora tempo per noi?

Sabato sera siamo andati a suonare a Marcelli di Numana, ridente località turistica del promontorio del Conero. I locali cittadini infatti hanno promosso una due giorni di eventi legati alla "Festa delle Bandiere", all'interno della quale ogni esercizio commerciale ha scelto il proprio Stato. Avendo optato la nostra location per gli Stati Uniti (ed avendo pure addobbato con bandiere del Tennessee...) ecco che siamo stati chiamati noi Americana (mi pare evidente).

Niente da ridire sul luogo, una bella pedana con prese per la corrente, lui e finta erba che però fa molto "figli dei fiori". Niente da ridire su noi, che ci siamo esibiti sia all'aperitivo che nel dopo cena, rispondendo ad una esplicita richiesta del locale.

Dopo queste belle parole, vi chiederete: e quindi? Quindi l'inghippo c'è, e sta nel pubblico. In preparazione al concerto ci siamo chiesti se non fossimo troppo ortodossi nel proporre il rock americano che ci piace. Molto conoscono i…

Cosa sto suonando (che è molto diverso da cosa sto ascoltando)

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Un vecchio adagio dei chitarristi recita che più si va avanti con l'età meno di sente l'esigenza della distorsione. Per quanto mi riguarda è vero: la distorsione rende tutto più omogeneo, cancella i piccoli errori ma appiattisce e, soprattutto, limita la dinamica del musicista.

Questa premessa per rendervi partecipi della sbornia che ho preso per una canzone, nello specifico Country Boy. E' questo uno standard blues che sembra non conoscere crisi. In particolare, la versione che mi ha colpito è quella di John Nemeth e della sua band, favolosa! Sentite cosa riesce a fare il chitarrista senza alcuna distorsione e senza alcun effetto se non chitarra, cavo ed amplificatore.

Insomma, ci sto studiando sopra...


Una giornata al Guitar Show di Padova

Domenica 21 Maggio sono andato al Guitar Show di Padova. Erano moltissimi anni che mancavo ad un evento simile, addirittura dal 2001 quando ancora era in piena forma la Fiera della Musica a Rimini, un momento esaltante per tutti i musicisti ed interi padiglioni pieni di strumenti disponibili per essere provati, accarezzati ed “odorati”. Da quanto ne so, quell’appuntamento non esiste più e da qualche anno la centralità è stata presa da Milano con il suo Guitar Show. Questo di Padova dovrebbe essere la versione nord-est di quanto proposto a Milano, tant’è che è stato concesso il copyright del nome “Guitar Show”. Pur non essendo mai stato alla versione meneghina, l’eco degli articoli e dei racconti mi hanno invogliato a provare questo spin-off veneto, al debutto quest’anno.
La prima perplessità ancora prima della partenza: la manifestazione avrà luogo all’Hotel Sheraton di Padova, non proprio il luogo che ti aspetteresti per un evento dedicato alla sei corde. Mi faccio l’idea che, come …

Addio, figlio prediletto di Seattle

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Alla fine degli idoli della mia gioventù rimarrà solo una Spoon River. Non ero riuscito a comprendere appieno il vuoto che avrebbe lasciato Kurt Cobain perché nonostante la grandezza di quei tre dischi non ero riuscito a farmeli entrare sottopelle (cosa che avverrà cronologicamente più tardi di quel maledetto Aprile). Di Staley invece rimasi veramente colpito. Ci ha lasciati con una fotografia triste, da solo, lontano da tutti. Addirittura il suo corpo ritrovato due settimane dopo la morte nella vasca da bagno, quasi a dire che a nessuno importasse di lui, nessuno lo cercava. Era Layne Staley, qualsiasi canzone degli Alice in Chains o dei Mad Season decidiate di ascoltare, il suo talento si insinuerà nelle orecchie lasciandovi sbalorditi. E tristi.
Quello che mi ha fatto più male è stato Scott. Sapete com’è, ognuno nella vita ha un ideale di voce, di timbro musicale. Lui era il mio ideale, la mia perfezione. Inoltre scriveva testi con un' assonanza musicale perfetta, difficile da…

Sondaggio?

Cari appassionati di rock americano, con la mia band vorremmo aggiungere una canzone in più alla scaletta, magari un qualcosa di più classico. Scremando la lista dei desiderata, la contesa riguarda:

Otis Redding - Sittin' on the dog of the bay
Bruce Springsteen - Because the night
The Eagles - Victim of love
Guns 'n' Roses - Since I don't have you
The Doors - Love me two times
Derek & the Dominos - Layla

Come spettatori, quale di queste sei vi piacerebbe di più ascoltare dal vivo?

Ryan Adams - Prisoner

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Non riesco nemmeno più a contare le recensioni o gli articoli che ho letto in questi anni su Ryan Adams. E tutti, indistintamente, a scrivere che il ragazzo di Jacksonville (North Carolina) è un talento sciupato dall'iperproduzione, da dischi pubblicati uno dopo l'altro con una urgenza ipertrofica, dalla smania di dimostrarsi a volte un rocker, altre un folksinger, altre ancora un countryman senza mai trovare la sua vera strada. Tutto vero? In parte lo posso accettare, la sua discografia dopo gli Whiskeytown (grande band) è imponente e raccoglie dischi bellissimi (Gold e Cold roses per chi scrive sono opere imprenscindibili, soprattutto la seconda) ad opere meno inspirate. Ma non è poi la storia di gran parte musicisti?

A mio avviso invece Adams si è messo più a fuoco quando ha dato alle stampe il precedente disco omonimo (sorvolo sul disco cover di Taylor Swift, 1989). Quell'album aveva dentro di se una scrittura asciutta, suoni decisi ed una direzione precisa: canzoni al…

Tony D'Souza. Il mulo

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Ritmo, ritmo, ritmo. E' questo l'ingrediente indispensabile per ogni film d'azione che si rispetti, considerato il palese obiettivo che si prefigge, cioè tenere incollato al video lo spettatore senza dargli respiro. Con le stesse intenzioni, Tony D'Souza, che ammetto mi era sconosciuto prima dell'acquisto de Il mulo, propone al lettore il suo romanzo.

I romanzi basati sul ritmo hanno da sempre una fetta di pubblico affezionata, molto vicina a quelli dei gialli e dei noir. La scrittura, apparentemente, sembra contare poco, lasciando invece il posto agli avvenimenti che si succedono rapidamente, facendo si che ogni pagina sia vissuta in trepidante attesa che accada qualcosa. Il mulo con molta probabilità è nato con questa intenzione, considerato che l'argomento alla base del racconto è quantomai in linea con il genere: la storia di James Lasseter, ragazzo di buona famiglia ed aspirante giornalista che, dopo aver accarezzato il successo in concomitanza del matrim…

Blitzen Trapper - All across this land

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Smetterà mai di stupirci l'America? Con molte probabilità, musicalmente no. Più si scende nel profondo del rock americano e si cercano band ed autori semisconosciuti, più ci si imbatte in lavori convincenti. E' il caso dei Blitzen Trapper. Chi? Esatto, reazione più che comprensibile.

Lungi dall'essere gli ultimi arrivati, i Blitzen Trapper da Portland (Oregon) portano in giro per gli Stati Uniti il loro sound sin dal 2003, anno di debutto con il disco omonimo. La prima parte della carriera si caratterizza per una forte attitudine new-folk senza mai scivolare nell'alt country. Nel 2008 vengono anche bagnati dal successo (di nicchia, ovviamente) grazie a "Furr", una canzone (che da il titolo anche ad un album) vivace ed acustica, con bellissimi cori ed un airplay radiofonico interessante. Nonostante una carriera in fase di decollo però, il quintetto/sestetto (dipende dai dischi) guidato dalla bella voce di Eric Earley decide di fare un passo azzardato, ma proba…

Will Hoge - The man who killed love

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A me Will Hoge piace. Sarà quella voce sempre perfetta ma mai monotona, da talento che ancora si lascia trasportare dalla passione e qualche volta dimentica le buone maniere. Sarà che i suoi primi dischi erano esempi di rock americano genuino ed a tratti anche muscoloso e poi si è lasciato ammorbidire dal tempo che passa, abbracciando sonorità più calde e sinuose, vagando tra un country moderno e radiofonico ed un soul introspettivo, senza comunque mai dare l'idea di vendersi spudoratamente alle radio.

Insomma, Will Hoge mi piace. Alcuni in questi anni lo hanno criticato proprio per i punti di forza che sopra ho descritto, il non aver mai preso una direzione precisa su tutti. Sei new country? Fai il new country! Sei soul? Ed allora dacci un disco interamente bagnato da fiati e coriste avvenenti! Funziona così nel mondo discografico odierno.

Invece Will Hoge mi piace. Mi piace perchè attinge a piene mani da una tradizione, quella della musica americana, che ha fatto della commistio…

Bruce Springsteen. Born to run, l'autobiografia

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Il Boss in un modo o nell'altro ha cambiato la nostra vita. Nostra perchè do per scontato che se segui questo blog, il rock americano fa parte delle tue passioni. E se il rock americano è parte della tua esistenza, Bruce Springsteen è un gigante che accompagna da anni le nostre giornate, è stata la colonna sonora di qualcosa, lo sarà ancora per altri accadimenti che vivremo. Non dare un peso a questo aspetto esistenziale vuol dire non aver compreso la musica (e la poetica) del rocker di Freehold, New Jersey. Springsteen ha fondato il suo messaggio sulla sincerità, sulla vita normale di ogni lavoratore che si alza la mattina e "se la deve sudare", se la deve guadagnare. Su notti passate in auto a girare verso il nulla, in radio il nostro album preferito e nella testa mille pensieri.

Alle autobiografie mi avvicino sempre con circospezione. Per dire, quella di Sting l'ho abbandonata dopo appena cento pagine, quella di Keith Richard invece mi è parsa un enorme corso di …

Jonathan Franzen. Purity

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Per il precedente romanzo Libertà (qui la mia recensione http://bluespaper.blogspot.it/2014/06/jonathan-franzen-liberta.html) Franzen aveva goduto anche della sponsorizzazione di un certo Barack Obama, un amante della letteratura americana che poche volte ha consigliato libri deludenti. Con il precedente Le correzioni aveva fatto gridare al miracolo, un libro che indagava nel profondo i turbamenti di una famiglia all'interno della quale entrava come una lama di coltello nel burro la malattia.

I presupporti per Purity erano quelli di una attesa spasmodica da parte di noi lettori accaniti dello scrittore dell'Illinois, per capire se poter godere ancora di quella scrittura che, mattone dopo mattone, costruisce uno spaccato minuzioso fatto di personaggi, ansie, famiglie ed una società in continua evoluzione senza saper bene verso quale rotta. Purity, nonostante Franzen avrebbe dunque potuto cadere nell'ansia da prestazione, viaggia ad un livello più alto dei suoi lavori predec…

Conor Oberst - Salutations

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Se amate la musica che proviene dagli Stati Uniti, allora Conor Oberst non è uno sconosciuto. Anzi, per molti di noi è ancora una promessa, una stella che deve trovare la propria strada. Ebbene, dopo numerosi dischi sotto il nome di Bright Eyes e qualche deludente album a proprio nome, stavolta il caro Oberst tira fuori il capolavoro, l'opera dalla quale mettere il punto e ricominciare.

Andiamo per ordine. Inverno 2016, Conor di ritorno da uno degli infiniti tour negli Stati Uniti si ritira nella sua Omaha (Nebraska, forse il luogo più sperduto ed onestamente americano del paese a stelle e strisce) per riposare davanti al caminetto di uno degli infiniti inverni del Midwest. Il suo ultimo disco non è stato ben accolto nè dalla critica nè tantomeno dal pubblico, ma il programma prevede solo riposo e qualche capatina al pub con gli amici (ma ne avrà?).
Invece Conor viene assalito dall'ispirazione: una canzone per ogni notte passata in piedi. Così dopo averne radunate una decina …

Richiesta al lettore che segue questo blog con attenzione

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Un caro amico mi ha invitato, tempo fa, ad intervenire ad una tavola rotonda portando all'attenzione dei presenti quello studio (ormai è necessario chiamarlo col suo nome) che da anni mi contraddistingue, e cioè l'approfondimento dell'incontro tra il rock americano e la letteratura a stelle e strisce.
L'esperimento, lo confesso, ha avuto un esito positivo, cosa che sinceramente non mi aspettavo. Eppure sembra che desti curiosità la prova (o la supposizione, fate voi) che questi due mondi si siano fortemente influenzati. D'altronde, lo sappiamo tutti che un songwriter trova l'ispirazione da molti spunti ed ovviamente i romanzi sono uno stimolo privilegiato.

Ma più che forzare la mano ed andare a trovare la citazione (basta che cercate bene nel web, usciranno fuori tutte le canzoni che dichiaratamente si ispirano ad un preciso libro) il discorso spazia nell'ambiente della sensazione, dell'influenza non dichiarata ma filosofica. Insomma, è stato oggetto di…

Americana in concerto a Recanati

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Gli Americana tornano live

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Mi piace finalmente comunicare che con gli Americana torniamo ad esibirci dal vivo. Lo ammetto, ultimamente siamo molto selettivi relativamente ai locali nei quali suonare. Il discorso l'ho sviluppato molte volte su questo blog e non intendo tornarci, però è giusto capire se il posto che ti ospiterà ha una clientela che può apprezzare il genere e soprattutto se ha abbastanza spazio per una band complessa come la nostra (6 musicisti non sono pochi).

Bando alle ciance, ci si becca Sabato 25 Marzo alle ore 22:30 circa presso il pub Extra music & Food di Recanati (MC). Prossimamente vi posto la bellissima locandina.

Cosa ascolto in questi giorni

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Vediamo un po’…
Dan Baird “SoLow” Tedeschi Trucks Band “Let me get by” (da un anno, più volte  ascoltato e ripreso) Will Hoge “Number Seven” Eric Clapton “Reptile”

Insomma, una novità  fresca di uscita (Dan Baird), un disco ormai datato di 1 anno (ma sempre splendido) e due album che mi ero perso.

Bisogna costruirsi il proprio Pantheon

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Non so se anche voi, amici musicisti, avete questa impressione che tutto sta un po' andando allo scatafascio. Io si, nettamente. Non è tanto la musica che ci propinano le radio oppure la tv, quella è una costante da non so quanto tempo. E' piuttosto la presa di coscienza che qui diventa sempre più difficile suonare dal vivo. I colpevoli sono molti, forse anche noi stessi (l'ho scritto diverse volte su questo blog) ma il risultato è che i locali che ti fanno suonare dal vivo sono sempre meno; ormai latitano anche le richieste assurde che ci avanzano qualche anno fa (quante persone porti, fammi quella determinata canzone etc...), ormai suoni solo per una fortunata congiunzione astrale.

Ciò mi provoca una tristezza infinita, perchè poi non ho mai amato costruire gruppi per andare a suonare dal vivo: io il "piacione" non riesco a farlo (eppure mi piacerebbe molto...). Ognuna ha la sua indole, ed io di fare qualche hit del momento mescolata a qualche grande classico p…