Consigli per regali natalizi fuori dal tempo (e dalle mode)

Un buon blogger che si occupa (anche) di musica, nell'approssimarsi del Natale dovrebbe consigliare qualche buon disco uscito nel 2015, in modo da consigliare quelle anime in pena che disperatamente cercano di regalare in queste feste un buon cd.

Dunque, visto che i compact disc praticamente non si vendono più, plaudo a chi con convinzione imperturbabile vuole regalarne uno, però invece che consigliarvi qualcosa di attuale, riapro lo scrigno della memoria e degli ascolti di questi anni e cerco di proporvi dei dischi ormai sconosciuti (ai più). Come dire, un modo per fare un contento un appassionato di musica al quale è sempre più difficile trovare un cadeau consono.

Grant Lee Buffalo - Fuzzy
Chissà perchè i Grant Lee Buffalo non hanno raccolto nemmeno un decimo della grande musica che ci hanno proposto. Con Fuzzy, esordio del 1993, l'incontro tra country, folk ed americana è servito e non c'è una-canzone-una che risulti inutile o noiosa. Dalla penna e dalla voce di Grant Lee Phillips escono piccole gemme di disarmante semplicità che sarà difficile togliere dalla memoria.

Super 8 - Super 8
Probabilmente oggi sarà anche difficile da trovare anche online, ma l'esordio e sinora unico disco dei Super8, anno 1996, era una bomba che conteneva tutte le qualità del grunge sommate ad una voce maestosa, quella di un rapper (Bronx Style Bob) che inaspettatamente tira fuori un vocione da paura. Il disco sembra una versione ancora più cazzuta dei Temple of the Dog (ho detto tutto). Meravigliosi.

The Panic Channel - ONe
Dave Navarro è uno di quei chitarristi che trasformano in oro tutto quello che toccano. Un esempio? Il capitolo più interessante dell'intera discografia dei Red Hot Chili Peppers è quel One hot minute in cui il nostro Dave sostituisce Frusciante. Ebbene, tra le sue svariate apparizioni con fantomatiche nuove band, questa con i The Panic Channel è una di quelle che mi ha convinto di più, perchè Navarro riesce al meglio quando deve prestare le corde a canzoni acide ma dal ritornello facile...e poi quando parte in assolo non ce n'è per nessuno. Qui con lui ci sono tre Jane's Addiction (ovviamente) ed un tal Steve Isaacs, bella voce ma ormai disperso.

Scott Weiland - Happy in galoshes   
Perchè te ne sei andato, Scott? Comunque la voce che più ha caratterizzato la mia adolescenza ha anche partorito una carriera solista spiazzante e, vista adesso, piena di gemme sconosciute. Happy in galoshes è il secondo episodio, e tra brani pop (Tangle with your mind) ed elettronica di ispirazione Depeche Mode (Paralysis) dimostra che le canzoni le ha sempre sapute scrivere. Mi manchi Scott.

Kelly Joe Phelps - Lead me on
La prima volta che ascolti Lead on me, esordio di Kelly Joe Phelps, le mani tremano e l'anima ringrazia. E' blues acustico, del fottutissimo slide-blues acustico con una voce che viene dall'altra parte dell'universo. Il ragazzo di Sumner, Washington State, prende 13 traditional e li porta ad un livello superiore. Roba da ascoltare in silenzio nel cuore della notte per capire da dove si proviene e, soprattutto, dove si va. Sono 21 anni che questo disco è uscito, e non riesco ancora ad ascoltarlo senza chiedermi: come ha fatto?


Letters to Cleo - Aurora Gory Alice
C'è stato un momento in cui le voci femminili nel rock erano tornate in grande auge. Sarà stato per Alanis Morissette o per i Garbage, me nei '90 un certo alternative pop/rock al femminile ha mostrato la parte più interessante. I Letters to Cleo venivano da Boston, ed alla voce tale Kay Hanley disegnava interessante melodie, anche spiazzanti. Niente di trascendentale, melodie di pop rock destrutturate, ma per un attimo di calma senza spegnere il cervello sono proprio adatti.

Buone Feste!!

Commenti

  1. Io i cd li compro ancora. infatti, li ho (quasi) tutti :)

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  2. non avevo dubbi Nick, sei una enciclopedia musicale!! Il mio preferito!

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