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Visualizzazione dei post da Agosto, 2015

Se continua così, la musica è finita (ed anche gli amici se ne vanno)

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L’argomento, lo so bene, è molto delicato. Il tema di questo post è “La musica amatoriale dal vivo in Italia”. E si, mi sto addentrando nel meandro complicatissimo dei locali che fanno esibire band non famose, amatoriali, non professionistiche, chiamatele come volete ma ci siamo capiti. La vicenda è scottante perché tocca un nervo scoperto per molte persone che, pur non vivendo degli introiti della musica, hanno voglia di presentare la propria arte, la propria band, il proprio discorso musicale. Altrettanto agguerriti, dall’altra parte ci sono i gestori dei locali che, devo dirlo per onestà intellettuale, si trovano sempre di più con la necessità di dover far quadrare i conti. Questi due mondi nemmeno troppo lentamente stanno entrando in forte collisione, e ciò eroderà di molto la possibilità per un amante della musica di assistere a concertini “sotto casa” al solo costo di una birra al bancone.
Chi scrive è inserito da circa 12 anni nel circolo vizioso del “io ti chiedo una serata…

2015 Blues Music Awards

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Dopo aver colmato la lacuna del 2014, ecco la lista dei nominati e dei vincitori dei Blues Music Awards anno 2015. Come sempre, in grassetto i vincitori.

B.B. King Entertainer
Bobby Rush
Elvin Bishop
John Németh
Rick Estrin
Sugaray Rayford

Band
Elvin Bishop Band
John Németh & the Bo-Keys
Rick Estrin & the Nightcats
Sugar Ray & the Bluetones
The Mannish Boys

Album
Can’t Even Do Wrong Right – Elvin Bishop
Living Tear To Tear – Sugar Ray & the Bluetones
Memphis Grease – John Németh
Refuse to Lose – Jarekus Singleton
Wrapped Up and Ready – The Mannish Boys

Contemporary Blues Album
BluesAmericana – Keb’ Mo’
Can’t Even Do Wrong Right – Elvin Bishop
Original – Janiva Magness
Refuse to Lose -Jarekus Singleton
Hornet’s Nest – Joe Louis Walker

Soul Blues Album
Memphis Grease – John Németh
Blues for My Father – Vaneese Thomas
Decisions – Bobby Rush with Blinddog Smokin’
In My Soul – The Robert Cray Band
Soul Brothers – Otis Clay & Johnny Rawls

Soul Blues Male Artist
Bobby Rush
Curtis Salgado
John Ném…

2014 Blues Music Awards

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Con colpevole ritardo, ecco le nominations e i vincitori dei Blues Music Awards 2014. In grassetto i vincitori:

Album
Get Up! – Ben Harper with Charlie Musselwhite
Remembering Little Walter – Billy Boy Arnold, Charlie Musselwhite, Mark Hummel, Sugar Ray Norcia & James Harman
Rhythm & Blues – Buddy Guy
Cotton Mouth Man – James Cotton
Blues in My Soul – Lurrie Bell

Instrumentalist-Bass
Bill Stuve
Bob Stroger
Danielle Schnebelen
Larry Taylor
Patrick Rynn

Contemporary Blues Album
Get Up! – Ben Harper with Charlie Musselwhite
This Time Another Year – Brandon Santini
Rhythm & Blues – Buddy Guy
Magic Honey – Cyril Neville
Badlands – Trampled Under Foot

Band
Lil Ed & the Blues Imperials
Rick Estrin & the Night Cats
Tedeschi Trucks Band
The Mannish Boys
Trampled Under Foot

Rock Blues Album
Gone to Texas – Mike Zito & the Wheel
Made Up Mind – Tedeschi Trucks Band
Can’t Get Enough – The Rides
John the Conquer Root – Toronzo Cannon
Luther’s Blues – Walter Trout

Contemporary Blues Female Art…

Da Radiopanesalame a KZUM passando per le lacune radiofoniche italiane

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Conoscete, spero, le caratteristiche di Radiopanesalame, la web radio con la quale collaboro conducendo settimanalmente Songbook. Nel caso in cui questa realtà via sia sconosciuta, vi invito ad andare sul sito ufficiale della radio, www.radiopanesalame.it per approfondire.
La bellissima esperienza di Radiopanesalame è il punto di partenza di questo post. In Italia la proposta radiofonica è molto deludente, inutile girarci intorno. Le motivazioni potranno essere le più disparate, dall’esigenza di introiti economici al ruolo predominante delle major musicali, sino ad arrivare ad una omologazione verso il basso. Fatto sta, comunque, che il prodotto finale sa di vecchio, trito e ritrito. Al di sopra della media, molto al di sopra, metterei solo Radio3 che stoicamente manda in onda programmi di elevata qualità quali ad esempio Fahreneit (dedicato ai libri, tutti i giorni e per ben tre ore a partire dalle 15.00) e Sei gradi, in cui è possibile ascoltare scalette musicali che spaziano da u…

Brendan O'Brien, il Re Mida della produzione (anche troppo)

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C’è stato un periodo, debbo confessarlo, in cui la spinta a comprare i dischi mi veniva data dal nome del produttore nel retro-copertina, un nome che, negli anni Novanta, era già una garanzia: Brendan O’ Brien.
Correvano, l’ho già premesso, gli anni Novanta, per chi scrive un periodo d’oro per la musica e non solo per l’ondata grunge: il rock classico americano ritornava in auge, il crossover diventata realtà, qualche band storica tornava in studio e sui palchi. Lui, Brendan O’Brien, diventava un mito e con molta franchezza possiamo dire che la fama se la meritava tutti.
Oltre ad essere un ottimo multistrumentista, eccelso tastierista e buon bassista-chitarrista, raggiunge la notorietà come ingegnere del suono nel famoso Shake your money maker dei Black Crowes. Da quel momento in poi, per O’Brien si apre una carriera ricca di produzioni e successi. La band cui deve di più sono gli Stone Temple Pilots, con i quali soprattutto dal secondo disco Purple crea il suono che diverrà la mar…

Chris Stapleton - Traveller

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Ogni estate, mediamente, è caratterizzata da un disco. Ovviamente è una predisposizione dell’ascoltatore, la concomitanza con il periodo delle ferie, il sole, il maggiore tempo a disposizione. Quest’anno, senza alcun dubbio, il disco estivo di questo blog è Traveller, di Chris Stapleton. Per molti un autentico sconosciuto, per altri più al di dentro dell’ambiente musicale statunitense il deus ex-machina di molte hit pop-country degli ultimi periodo.
Insomma, Chris Stapleton da Lexington, Kentucky, decide di scrivere canzoni per se stesso, ed il risultato è esaltante. Partiamo da una nota assolutamente imprevedibile: la voce di Chris è calda, avvolgente, perfetta per questa americana sognante. Verrebbe da chiedersi, perché una ugola così si sia nascosta per tutto questo tempo a scrivere canzoni per altri. Poi attacca la title-track nonché l’iniziale “Traveller” è la vicenda è più chiara: la scrittura di Stapleton è ancora migliore delle sue doti canore. Una calda chitarra elettrica …