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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2015

Foo Fighters - Sonic Highways - I documentari

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Premessa: questa recensione non tratta del disco "Sonic Highways". Reputo infatti inutile staccare la componente musicale dagli otto documentari girati da Dave Grohl e dedicati alle scene musicali di altrettante metropoli americane, ognuna delle quali ha ispirato ai Foo Fighters una canzone. Tutte ed otto le canzoni fanne ovviamente anche parte del disco.

Introduzione. Dave Grohl è una mente sopraffina del rock. Non bastasse la ridondande solfa di Facebook per la quale "è l'unico ad aver militato in due band leggendarie", da qualche tempo a questa parte si è lasciato prendere anche da velleità da regista. La qual cosa gli riesce anche discretamente, molto meglio, almeno in questa opera, della scrittura delle canzoni. Ne parliamo più avanti.

L'idea di Grohl è quella di scoprire le radici della musica americana. Impresa ardua per chiunque, e per non entrare in un lavoro enciclopedico e senza fine, focalizza la sua attenzione su 8 città. Chicago, Nashville, A…

Dischi in uscita

Segnaliamo l'uscita di questi dischi. Chi frequenta il blog sa che appartengono a generi quali american traditional rock, americana, roots rock, southern rock e tutte le loro numerose varianti.

Ryan Bingham - Fear and saturday night
Steve Earle & the Dukes - Terraplane
Gov't Mule & Joe Scofield - Sco-Mule
The Decemberists - What a terrible world, what a beautiful world
Cracker - Berkeley to Bakersfield
Willie Nile - If I was a river
Justin Town Earle - Absent Fathers
Blackberry Smoke - Holding all the roses

I dischi sono usciti in questa prima parte dell'anno. Da questo momento il blog si denota con obiettivi dettati da due parole: partecipazione e condivisione. Oltre ai soliti approfondimenti, sarà anche incentrato sul presente e sulle uscite letterarie e discografiche nei generi che da sempre caratterizzano bluespaper.
Chiunque di voi voglia intervenire sui dischi e sui libri in uscita sarà il benvenuto. Non è fisicamente possibile ascoltare e leggere tutto, questo bl…

I Black Crowes si sono sciolti. Lunga vita ai Black Crowes

Il primo contatto lo ebbi nel 1996, quando diedero alle stampe Three snakes and one charm. Così profondamente americani, blues e figli dei fiori, i Black Crowes in quel disco suonano vintage, dilettandosi a giocare la parte dei rocker arrivati. Non sapevo, in quel tempo, che altri tre album avevano preceduto quel bel disco. E che album!!!

Passo indietro. Chris e Rich Robinson sono l'ennesima coppia di fratelli della storia del rock. Cresciuti nella calda ed umida Georgia, hanno indubbie doti di talento e soprattuto hanno due grandi passioni musicali: i Rolling Stones e i The Faces. Dalla parte loro però c'è il provenire dal profondo sud americano, e quindi ritrovarsi cucito addosso il blues, così intensamente da non poterselo togliere dalla pelle.
La loro idea, così demodè in quel periodo a cavallo tra la fine degli Ottanta e l'alba dei Novanta, è di riprendere il suono del rock'n'roll, mettere le chitarre sporche in prima fila, ridare un ruolo all'organo Hamm…