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Visualizzazione dei post da 2015

Consigli per regali natalizi fuori dal tempo (e dalle mode)

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Un buon blogger che si occupa (anche) di musica, nell'approssimarsi del Natale dovrebbe consigliare qualche buon disco uscito nel 2015, in modo da consigliare quelle anime in pena che disperatamente cercano di regalare in queste feste un buon cd.

Dunque, visto che i compact disc praticamente non si vendono più, plaudo a chi con convinzione imperturbabile vuole regalarne uno, però invece che consigliarvi qualcosa di attuale, riapro lo scrigno della memoria e degli ascolti di questi anni e cerco di proporvi dei dischi ormai sconosciuti (ai più). Come dire, un modo per fare un contento un appassionato di musica al quale è sempre più difficile trovare un cadeau consono.

Grant Lee Buffalo - Fuzzy
Chissà perchè i Grant Lee Buffalo non hanno raccolto nemmeno un decimo della grande musica che ci hanno proposto. Con Fuzzy, esordio del 1993, l'incontro tra country, folk ed americana è servito e non c'è una-canzone-una che risulti inutile o noiosa. Dalla penna e dalla voce di Grant L…

Don Henley ed una versione magnifica di "The heart of the matters"

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Chi non conosce Don Henley? Il cantante/batterista degli Eagles è una leggenda, un multimilionario musicista che non avrebbe nulla da chiedere in più alla musica, tante sono state le soddisfazioni della sua carriera musicale.

Gli Eagles in Italia non sono mai riusciti ad avere l'importanza che sarebbe stato giusto tributare ad uno dei gruppi fondamentali della musica americana. Mi sono chiesto spesso il perchè, ma sono quelle domande cui è difficile dare una risposta: snobismo? Difficoltà a comprendere il reale incontro che gli Eagles hanno significato tra il rock ed il country? Non lo so, però se perlomeno la parola Eagles cea qualche palpitazione, difficile da noi accostarvi direttamente il nome di Don Henley.

Invece il buon Don Henley "è" gli Eagles, ha contribuito a scrivere le canzoni più belle ed immortali della band, ne ha prestato l'ugola. Una voce, lo voglio dire chiaramente, che ha pochi eguali, capace di un timbro e di una melodia uniche. Di quella voce n…

Addio a Scott Weiland, simbolo (anche) della mia gioventù

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Quando morì Shannon Hoon, compianto e mai troppo valutato cantante dei Blind Melon, era il 21 Ottobre del 1995 ed io ancora al liceale mi presi una "pausa" di due giorni. Li avevo scoperti da poco, ma avevo già tradotto le liriche dei due dischi, ed avevo trovato un interprete e scrittore sublime. Me lo ricordo quel giorno, un anno e mezzo dopo la scomparsa di Kurt. Da musicista di una città di provincia, insieme ai miei compagni di gruppo, ci chiedevamo se quella spinta underground del rock anni '90 fosse già finita.

Da poche ore ci ha lasciato Scott Weiland, che da tutti verrà ricordato soprattutto per essere stato la voce e l'anima degli Stone Temple Pilots, un gruppo che ho venerato sin dal primo momento, nel quale mi sono immedesimato, del quale ho imparato a memoria accordi, assoli e parole.
E, per la prima volta nella mia vita, mi sento stranito per la perdita di un artista che, pur ovviamente non avendo mai conosciuto di persona, ha segnato il maniera indeleb…

Songbook ed Americana - puntate del 18/11/2015

Prosegue su RadioPaneSalame l'appuntamento del mercoledì pomeriggio con la cultura americana.
In Songbook questa settimana si parla di "Erano solo ragazzi in cammino" di Dave Eggers, con una colonna sonora molto "black".
Americana con Dannt Rock e Lozirion propone oltre un'ora di grande musica a stelle e strisce.

Buon ascolto!

Songbook e Americana - puntate del 11/11/2015

Torna a pieno regime il mercoledì pomeriggio dedicato all'America. Questa settimana a Songbook si parla e si musica "In mezzo scorre il fiume" di MacLean, una passeggiata lungo i fiumi del Montana. 
Ad Americana invece è tornato Lozirion, come da copione. 

Buon ascolto!

Songbook e Americana - puntate del 14/10/2015

Ormai sapete che in questo primo periodo della programmazione 2015/2016 di RadioPaneSalame mi "sdoppio" presentando (come sempre) Songbook ma anche la seconda parte di Americana, in attesa che Lozirion torni al suo consueto timone. 

Questa settimana Songbook propone un viaggio dentro "I ponti di Madison County" di J.L. Waller, mentre in Americana proseguo il mio percorso dentro gli autori ed i gruppi che provengono dalla vera (e profonda) provincia d'America. 

Buon ascolto

Americana live @ Circolo Ippico di Fabriano

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Songbook e Americana - puntate del 23/09/2015

Songbook ed Americana - puntate del 16/09/2015

Ritorna la programmazione di RadioPaneSalame e ritorna anche Songbook, quest'anno tutti i mercoledì a partire dalle ore 15.00.

Novità di questo Settembre, per qualche puntata sostituirò Lozirion alla co-conduzione di Americana, ovviamente con il grande Danny Rock al timone. Americana segue Songbook nel palinsesto del mercoledì pomeriggio, a partire dalle ore 16.30.

Buon ascolto!!

Richard Ford al Festival della Letteratura di Mantova

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Segnatevi questa data, amanti della letteratura americana: Domenica 13 Settembre alle ore 15.00 in Piazza Castello a Mantova, all'interno del Festival della Letteratura 2015, arriva Richard Ford, uno degli scrittori più convincenti ed importanti della letteratura contemporanea a stelle e strisce.

Dopo l'eccellente Canada, quest'anno Ford ha dato alle stampe Tutto potrebbe andare molto peggio, altro capitolo della vita di Frank Bascombe, uno dei personaggi letterari più interessanti di questi anni.

Per chi si trovasse in zona, un appuntamento imperdibile.

Vi consiglio di consultare con attenzione il sito del Festival per scovare molte chicche: www.festivalletteratura.it

Se continua così, la musica è finita (ed anche gli amici se ne vanno)

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L’argomento, lo so bene, è molto delicato. Il tema di questo post è “La musica amatoriale dal vivo in Italia”. E si, mi sto addentrando nel meandro complicatissimo dei locali che fanno esibire band non famose, amatoriali, non professionistiche, chiamatele come volete ma ci siamo capiti. La vicenda è scottante perché tocca un nervo scoperto per molte persone che, pur non vivendo degli introiti della musica, hanno voglia di presentare la propria arte, la propria band, il proprio discorso musicale. Altrettanto agguerriti, dall’altra parte ci sono i gestori dei locali che, devo dirlo per onestà intellettuale, si trovano sempre di più con la necessità di dover far quadrare i conti. Questi due mondi nemmeno troppo lentamente stanno entrando in forte collisione, e ciò eroderà di molto la possibilità per un amante della musica di assistere a concertini “sotto casa” al solo costo di una birra al bancone.
Chi scrive è inserito da circa 12 anni nel circolo vizioso del “io ti chiedo una serata…

2015 Blues Music Awards

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Dopo aver colmato la lacuna del 2014, ecco la lista dei nominati e dei vincitori dei Blues Music Awards anno 2015. Come sempre, in grassetto i vincitori.

B.B. King Entertainer
Bobby Rush
Elvin Bishop
John Németh
Rick Estrin
Sugaray Rayford

Band
Elvin Bishop Band
John Németh & the Bo-Keys
Rick Estrin & the Nightcats
Sugar Ray & the Bluetones
The Mannish Boys

Album
Can’t Even Do Wrong Right – Elvin Bishop
Living Tear To Tear – Sugar Ray & the Bluetones
Memphis Grease – John Németh
Refuse to Lose – Jarekus Singleton
Wrapped Up and Ready – The Mannish Boys

Contemporary Blues Album
BluesAmericana – Keb’ Mo’
Can’t Even Do Wrong Right – Elvin Bishop
Original – Janiva Magness
Refuse to Lose -Jarekus Singleton
Hornet’s Nest – Joe Louis Walker

Soul Blues Album
Memphis Grease – John Németh
Blues for My Father – Vaneese Thomas
Decisions – Bobby Rush with Blinddog Smokin’
In My Soul – The Robert Cray Band
Soul Brothers – Otis Clay & Johnny Rawls

Soul Blues Male Artist
Bobby Rush
Curtis Salgado
John Ném…

2014 Blues Music Awards

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Con colpevole ritardo, ecco le nominations e i vincitori dei Blues Music Awards 2014. In grassetto i vincitori:

Album
Get Up! – Ben Harper with Charlie Musselwhite
Remembering Little Walter – Billy Boy Arnold, Charlie Musselwhite, Mark Hummel, Sugar Ray Norcia & James Harman
Rhythm & Blues – Buddy Guy
Cotton Mouth Man – James Cotton
Blues in My Soul – Lurrie Bell

Instrumentalist-Bass
Bill Stuve
Bob Stroger
Danielle Schnebelen
Larry Taylor
Patrick Rynn

Contemporary Blues Album
Get Up! – Ben Harper with Charlie Musselwhite
This Time Another Year – Brandon Santini
Rhythm & Blues – Buddy Guy
Magic Honey – Cyril Neville
Badlands – Trampled Under Foot

Band
Lil Ed & the Blues Imperials
Rick Estrin & the Night Cats
Tedeschi Trucks Band
The Mannish Boys
Trampled Under Foot

Rock Blues Album
Gone to Texas – Mike Zito & the Wheel
Made Up Mind – Tedeschi Trucks Band
Can’t Get Enough – The Rides
John the Conquer Root – Toronzo Cannon
Luther’s Blues – Walter Trout

Contemporary Blues Female Art…

Da Radiopanesalame a KZUM passando per le lacune radiofoniche italiane

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Conoscete, spero, le caratteristiche di Radiopanesalame, la web radio con la quale collaboro conducendo settimanalmente Songbook. Nel caso in cui questa realtà via sia sconosciuta, vi invito ad andare sul sito ufficiale della radio, www.radiopanesalame.it per approfondire.
La bellissima esperienza di Radiopanesalame è il punto di partenza di questo post. In Italia la proposta radiofonica è molto deludente, inutile girarci intorno. Le motivazioni potranno essere le più disparate, dall’esigenza di introiti economici al ruolo predominante delle major musicali, sino ad arrivare ad una omologazione verso il basso. Fatto sta, comunque, che il prodotto finale sa di vecchio, trito e ritrito. Al di sopra della media, molto al di sopra, metterei solo Radio3 che stoicamente manda in onda programmi di elevata qualità quali ad esempio Fahreneit (dedicato ai libri, tutti i giorni e per ben tre ore a partire dalle 15.00) e Sei gradi, in cui è possibile ascoltare scalette musicali che spaziano da u…

Brendan O'Brien, il Re Mida della produzione (anche troppo)

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C’è stato un periodo, debbo confessarlo, in cui la spinta a comprare i dischi mi veniva data dal nome del produttore nel retro-copertina, un nome che, negli anni Novanta, era già una garanzia: Brendan O’ Brien.
Correvano, l’ho già premesso, gli anni Novanta, per chi scrive un periodo d’oro per la musica e non solo per l’ondata grunge: il rock classico americano ritornava in auge, il crossover diventata realtà, qualche band storica tornava in studio e sui palchi. Lui, Brendan O’Brien, diventava un mito e con molta franchezza possiamo dire che la fama se la meritava tutti.
Oltre ad essere un ottimo multistrumentista, eccelso tastierista e buon bassista-chitarrista, raggiunge la notorietà come ingegnere del suono nel famoso Shake your money maker dei Black Crowes. Da quel momento in poi, per O’Brien si apre una carriera ricca di produzioni e successi. La band cui deve di più sono gli Stone Temple Pilots, con i quali soprattutto dal secondo disco Purple crea il suono che diverrà la mar…

Chris Stapleton - Traveller

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Ogni estate, mediamente, è caratterizzata da un disco. Ovviamente è una predisposizione dell’ascoltatore, la concomitanza con il periodo delle ferie, il sole, il maggiore tempo a disposizione. Quest’anno, senza alcun dubbio, il disco estivo di questo blog è Traveller, di Chris Stapleton. Per molti un autentico sconosciuto, per altri più al di dentro dell’ambiente musicale statunitense il deus ex-machina di molte hit pop-country degli ultimi periodo.
Insomma, Chris Stapleton da Lexington, Kentucky, decide di scrivere canzoni per se stesso, ed il risultato è esaltante. Partiamo da una nota assolutamente imprevedibile: la voce di Chris è calda, avvolgente, perfetta per questa americana sognante. Verrebbe da chiedersi, perché una ugola così si sia nascosta per tutto questo tempo a scrivere canzoni per altri. Poi attacca la title-track nonché l’iniziale “Traveller” è la vicenda è più chiara: la scrittura di Stapleton è ancora migliore delle sue doti canore. Una calda chitarra elettrica …

John Fullbright - From the ground up

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Capita. Nella miriade di proposte discografiche che si succedono senza soluzione di continuità, perdersi qualche disco che è uscito è la cosa più ovvia del mondo. Questo nonostante il presente blog abbia un focus abbastanza mirato.

Mi ero perso, lo confesso, John Fullbright ed il suo esordio From the ground up, licenziato nell'anno 2012 e nominato nel 2013 per Best Americana Album. Non vincerà, ma all'esordio non è poi così male come riconoscimento.

John Fullbright arriva da Bearden, Oklahoma. In pratica, viene dal nulla. Sia ben chiaro, quel nulla che ci piace tanto, necessario per togliersi di dosso la patina mainstream ed affondare il colpo ed i pensieri nelle ferite aperte dell'America. From the ground up è un capolavoro, ma è tutt'altro che un disco facile.La formula che Fullbright utilizza per il suo ingresso nella discografia è di utilizzare suoni e riferimenti vintage, oltre ad avere sul comodino la fotografia di Woody Guthrie da cui sembra attingere a piene ma…

Will Hoge - Small Town Dreams

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Will Hoge è un mio pallino. Il cantante di Franklin, Tennessee ha due doti che sono fondamentali nel mio giudizio su un artista: il timbro sempre accattivante, con venature di blues mai nascoste ed il saper scrivere canzoni in perfetto bilico tra rock americano, roots e rock/pop/country.
La sua discografia, almeno fino ad oggi, è stata un crescendo di consapevolezza. Il vero esordio nel mondo discografico, quel Blackbird on a lonely wire datato 2003, era intriso di rock sino alle vene, forse mascherando i veri riferimenti musicali di Hoge, ma di certo pestando il piede sull’accelleratore del rock americano. Poi, piano piano, ha iniziato ad entrare nel mood della musica sudista, tra chitarre acustiche, lap steel ed organo Hammond in bella vista. Con The wreckagedel 2009 conosce anche il successo radiofonico, con la bella “Even if it breaks your heart”, tanto ruffiana quanto convincente.
Ed ora è il momento di Small town dreams, probabilmente l’album più focalizzato del cantante del …

Addio a E.L. Doctorow, gigante della letteratura americana

Se ne è andato, dopo una lunga malattia, un gigante della letteratura americana, E.L. Doctorow. Tanti e fondamentali i suoi romanzi per conoscere gli Stati Uniti, lui che nacque nel 1931 a New York da una famiglia di immigrati ebrei russi.

Tra le opere più importanti, da citare Ragtime e Bill Bathgate. 

In questo bell'articolo delle pagine culturali de Il Fatto Quotidiano si riassumono molti aspetti e peculiarità della sua narrativa: http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/07/22/e-l-doctorow-morto-scomparso-a-new-york-il-romanziere-che-ha-raccontato-lamerica-del-900/1895549/

Il treno della musica, da Chicago a New Orleans

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La notizia è succulenta e per gli appassionati della musica americana (come il sottoscritto, se non si fosse capito) è da cogliere al volo.

L'Amtrak, la prima compagnia ferroviaria americana, ha inaugurato una nuova tratta, esclusivamente dedicata alle radici musicali del paese: il City of New Orleans Train. In realtà New Orleans sarà la tappa finale di un viaggio lunghissimo che partendo da Chicago, altra città fondamentale per la musica americana ed in particolar modo per il blues, scenderà nel profondo Sud fermandosi a Memphis, passando per Jackson, Mississippi e finendo il suo viaggio nella città del Jazz.

Un lungo tragitto di oltre 900 miglia che rappresenta una attrattiva imperdibile per chi ha voglia di vivere i luoghi del blues e del jazz, respirare l'aria che ha ispirato Muddy Waters, B.B. King e Louis Armstrong.

Questa è la pagina dell'Amtrak nella quale trovare tutte le informazioni necessarie: http://www.amtrak.com/city-of-new-orleans-train

Questo invece è il …

Whiskeytown - Pneumonia

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Per comprendere il presente è necessario conoscere il passato. Vecchi adagi sempre attuali, sarebbe da dire. Iniziamo col focalizzare l’argomento: l’alt.country e l’americana. Le etichette, lo sappiamo, sono sempre approssimative e non rendono giustizia ai musicisti. Confesso che, oggi più che mai, non riesco a distinguere il confine tra questi due generi, forse semplicemente perché confine non c’è.
La premessa è doverosa per riprendere dagli scaffali un disco stupendo quale Pneumonia realizzato da una band che non c’è più, gli Whiskeytown, ed è necessaria perché questo album rappresenta la sintesi perfetta a cavallo tra alt.country, folk/rock, rock americano ed americana (appunto) per i quali ingabbiarlo in un genere risulta difficile. Pneumonia è un caleidoscopio di impressioni e dimostra al mondo, forse la prima volta in maniera così convincente, il talento di Ryan Adams.
Gli Whiskeytown da Jacksonville, South Carolina, si erano formati nella prima metà degli anni ’90. Essenzialm…

Ultima Spiaggia!

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L'esperienza di questa stagione di Songbook su Radiopanesalame è terminata. Riprenderò le trasmissioni a Settembre, con qualche cambiamento di orario ed altre novità, di cui vi informerò ovviamente con la massima celerità. 

Da ieri inoltre Radiopanesalame si è presa una meritata pausa dopo un'incredibile stagione. Sarà però una pausa ricca di contenuti inediti: dalle nuove playlist estive a programmi in diretta, passando per la pubblicazione di podcast di trasmissioni o eventi non ancora trasmessi. Che dire di più? Ah sì: buone vacanze con radiopanesalame.it, come una radio più di una radio!"


A Thousand Horses - Southernality

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Southernality. Che titolo per un disco, un azzardo oppure una dichiarazione di intenti. Gli A Thousand Horses vengono da Nashville, hanno una estetica da figli dei Lynyrd Skynyrd e sono un sestetto guidato dalla voce di Michael Hobby. Su di loro, negli Stati Uniti, gli occhi iniziano ad essere puntati e le motivazioni sono disparate.

Parte della critica musicale li accusa, nonostante l'estetica da rocker perduti, di fare un country rock da classifica, pulito e senza alcun azzardo. Vero.
L'altra parte della critica li guarda con attenzione e scommette su una esplosione della band, accostandoli ai Black Crowes. In parte vero.

"In media stat virtus" dicevano i latini, ed in questo caso più che mai calza a pennello. Quello degli A Thousand Horses non è un rock innovativo, di certo ha molto mainstream dentro di se, ma definirlo country è veramente un azzardo. Come sempre, la puzza di progetto nato intorno ad una pianificazione attenta si sente lontano un miglio, però alcu…

Americana live @ Castelfidardo

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In alto sul menù di questo blog trovate una pagina che vi conduce ad un altro blog, quello degli Americana, che è la band nella quale suono. Chi mi segue da qualche tempo qui su bluespaper sa che Americana è un progetto ambizioso ed (almeno per noi) importante: una rock band di musica americana che si incontra con la letteratura.
Ciò che proponiamo è una musica  forse poco conosciuta nel nostro paese, ma di grande impatto: il rock americano, quello roots, l’americana (guarda caso) ed il cosiddetto American Traditional Rock. Band quali Counting Crows, Black Crowes, Dirty Guv’nash, The Wallflowers, Tom Petty & the Heartbreakers, Lynyrd Skynyrd, Bruce Springsteen & the E-Street band, The Fray ed altri. Siamo andati oltre, oltre le canzoni, accumunando ad esse 20 grandi romanzi della letteratura Americana. Ispirazione, medesime location oppure solo collegamenti filosofici…insomma, abbiamo trovato un unico afflato, un percorso quasi indivisibile.
Sabato prossimo, 11 Luglio, siamo…

Counting Crows live @ Pistoia Blues, 3 Luglio 2015

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Un rito collettivo. Una catarsi. I fan dei Counting Crows si attendono questo ogni volta che Duritz & C. salgono su un palco. Tra Novembre 2014 e l'inizio di questa torrida estate, i sette di San Francisco hanno calcato i palchi italiani per ben cinque date, all'interno di due tour europei, dimostrazione che c'è interesse nel farsi conoscere nel Vecchio Continente.
Negli ultimi due anni ho avuto l'occasione di vederli dal vivo ben tre volte, di cui una, memorabile, a New York, poi a Novembre in quel dell'Alcatrazz a Milano e, per l'appunto, la data del Pistoia Blues.

Premessa doverosa ed importante. Le band americane vanno ascoltate negli States, perchè è proprio tutta un'altra pasta. Al Ballroom Theatre di New York ho assistito ad una performance in stato di grazia, una botta sonora senza pari ed una nitidezza di suono impareggiabile. Ognuno dei sei musicisti poteva disporre di un armamentario pauroso, fatto di amplificatori, effetti e chitarre senza …

Songbook - Il lamento di Portnoy

Songbook - Addio alle armi, di Ernest Hemingway

Hard Working Americans

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Nati quasi per gioco, come un incontro fortuito tra musicisti con altre parentesi aperte e carriere già intraprese, gli Hard Working Americans rischiano di diventare una delle realtà più interessanti dell’intero panorama del roots rock americano. La line up non lascia spazio ad indugi. I padri dell’operazione sono Todd Snider e Dave Schools, due nomi importante della scena americana (di nicchia, ovviamente). Il primo è un songwriter sui generis, ironico, caustico e con una voce particolare. Nonostante una cospicua discografia, Snider si era un po’ perso negli ultimi anni, complici anche problemi importanti con la legge derivati dall’uso smodato di droghe. Un personaggio insomma con una carriera in discussione. Dave Schools invece non ha bisogno di presentazioni, in quanto storico bassista degli altrettanto storici Widespread Panic, jam band che ha raccolto troppa poca notorietà rispetto all’importanza nel quadro del rock psichedelico americano. Snider negli anni cesella l’interpreta…

Banditos - Banditos

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Sporchi, selvaggi, fuorilegge. Questo sembra il messaggio che i Banditos vogliono dare nelle foto ufficiali che circolano su Internet. Sorprende quindi che la musica che propongono ha radici solide nel Southern rock americano (e qui l'immagine ci può stare) e nel roots rock.
Con una cover cult ed una sincerità devastante, i sei di Birmingham, Alabama sono una delle cose più interessanti di questo 2015.

Eccone alcune recensioni:

American Songwriter

Roots Highway





Songbook - Il blues intorno a me - L'autobiografia di B.B. King

L'eredità immensa di B.B. King

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Ormai la notizia ha fatto diverse volte il giro del mondo: B.B. King, il bluesman per eccellenza, ci ha lasciato pochi giorni fa, il 15 Maggio del 2015, nella tranquillità del sonno nella sua casa a Las Vegas.
Lo sapevamo che prima o poi sarebbe accaduto. Da Ottobre scorso non si esibiva più sul palco, che era casa sua e che, come Riley B. ha più volte esternato in varie interviste, lo ha portato nella sua carriera almeno 200 volte l'anno ad esibirsi per il suo pubblico, concorrendo alla fine dei suoi matrimoni ma contribuendo in maniera decisiva a tenere viva la fiamma del blues anche in periodi bui.

Perchè si, siamo chiari, il blues ha avuto periodi sfortunati nei quali le vendite languivano e la critica lo dava per morto. In quel periodo, l'unico nome capace di riempire stadi, vendere dischi ed avere passaggi in radio era lui, Mister BB King. Prendiamo gli anni '70 ad esempio, con boom delle rock band storiche che hanno segnato la storia della musica; lì il blues era ce…

Train - My private nation

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Correva l'anno 2003 ed i Train stavano ancora riscuotendo i crediti per il loro successo più eclatante, quella "Drops of Jupiter" che aveva sbancato la programmazione video di MTV e venduto vagonate di copie dell'omonimo album. Esattamente due anni dopo, la band capitanata da Pat Monahan da alle stampe My private nation , dimostrando carattere e coraggio: lo sappiamo bene, dopo un disco dalla fortuna clamorosa alcune band hanno atteso anche un lustro a dargli il seguito.

Invece i Train prendono la decisione più saggia, ma anche la più difficile: dimenticarsi di Drops of Jupiter e dare al pubblico un disco bello suonato, anche trattando tematiche importanti e profonde molto più vicine nell'immaginario collettivo al mondo dell'hard rock che a quello usuale dei Train. E sfornano un capolavoro, con l'aiuto fondamentale di prezzemolino Brendan O'Brien nelle vesti di produttore che ancora non si era venduto al mainstream da classifica e si trovava nel punto…

Red Wanting Blue - Little America

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Fa piacere ascoltare un nuovo disco dei Red Wanting Blue. Dispiace invece constatare che il quintetto di Columbus (Ohio), nonostante la gavetta che li ha portati sin qui, con ben nove dischi prima di Little America in 18 anni di onorata attività, sia praticamente sconosciuto in Europa. Così vanno le cose da noi, è proprio il caso di dire.
Strano, perchè in linea puramente teorica gli ingredienti ci sarebbero tutti: la voce profonda ed intensa di Scott Terry, timbro alla Eddie Vedder più rurale ed una penna sincera, vero protagonista della band; canzoni con uno spiccato gusto della melodia, che sanno dosare chitarre elettriche, acustiche e nelle quali fanno capolino spesso pianoforti ed organi a costruire interessanti trame. Ci sarebbe tutto per avere almeno un po' di visibilità nel vecchio continente, eppure il problema sembra essere nel genere, a cavallo tra il sincero rock americano e, appunto, l'americana, stili che restano indigesti da noi che siamo più propensi a premiare…