Del ricordo di Peppe, dei suoi insegnamenti e di altri aspetti indimenticabili della musica (soup of the day)


Si avvicina un evento importante per la comunità di musicisti di Fabriano, ovvero la Festa in ricordo di Peppe Costarelli che avverrà nella splendida cornice del Teatro Gentile di Fabriano il prossimo 7 Dicembre.

Chi era Peppe Costarelli? E perché un numero così grande di musicisti ha deciso di rendergli omaggio, a pochi giorni dalla sua scomparsa?

Non intendo fare biografie, anche perché Peppe, così amichevolmente e convenzionalmente chiamato da tutti, faceva parte delle generazioni avanti a me ed aveva vissuto l’inizio della musica a Fabriano, i primi gruppi musicali, i primi concerti rock, i primi eventi nei quali il vicino di casa saliva su un palco e.....bum! tutti a chiedersi quale indole artistica covasse dentro il garage quel tranquillo padre di famiglia che si incontrava sulle scale.

Prima di tutto, Peppe era il suo negozio di strumenti musicali. Indivisibili, unici, imprenscindibili. Musicaviva era lui: confusionario, naif, simpatico, tre aggettivi che descrivono sia un luogo fisico che una persona speciale. Per me, allora quattordicenne alla ricerca della prima chitarra elettrica, Peppe era già un mito, perché custodiva nella confusione del suo negozio tanti tesori a quel tempo per me quasi inarrivabili. Comprai così una chitarra elettrica di basso costo, a distanza di 20 anni ricordo perfettamente la marca: Thema, una imitazione della Stratocaster. Con poco più mi portai a casa un amplificatore a transistor. Ebbene, entrambi furono delle occasioni ed oggi, da musicista esperto, non avrei nessun timore a ritrovare quella chitarra e ricomprarla a prezzo triplo di quanto la pagai. In questo aneddoto, in fondo, c’è l’essenza del pensiero di questo piccolo grande uomo: il rispetto verso la musica e l’opportunità di dare a tutti uno strumento per suonare.

Sembra poco, in realtà tra i negozi di strumenti musicali di oggi chi si pone questi obiettivi? A volte sembrano gioiellerie per esperti, altre tane per imbonitori, quasi mai hai l’idea di entrare in un posto per un musicista.

Poi, chi lo ha frequentato lo sa, Peppe era il re del disordine, della disorganizzazione e della perdita di tempo. Già, il tempo. Se avevi fretta conveniva lasciar perdere, non era il posto giusto. La sua concezione di tempo era arcaica, non esistevano le ore e nemmeno i minuti. A pensarci bene, non esistevano nemmeno il rispetto delle file e delle certezze ovvie, tipo il prezzo. Ma in fin dei conti, il buon Peppe ci stava insegnando qualcosa: take it easy, come cantavano gli Eagles; d’altronde, è possibile avere ansia anche di fronte ad una montagna di strumenti musicali? Questo era il messaggio segreto.

Non tutti lo hanno rispettato, nonostante siano in molti a mobilitarsi in questo momento per riconoscergli il giusto tributo. Troppe persone negli anni si sono vantate di aver trafugato da quella confusione un cavo o un pedale, col sorriso di chi pensava di averla fatta franca. Adesso che sono cresciuto sono certo che Peppe sapeva benissimo chi fossero costoro, ma accettava la cosa col sorriso in bocca, un altro insegnamento da musicista a non musicisti. Il perché io lo abbia sempre rispettato risiede in un episodio significativo. Agli albori di questa mia carriera musicale suonavo in un gruppo in cui, da studenti di liceo, i mezzi economici erano pochi. In ogni caso però due casse ed un mixer erano indispensabili per andare avanti. Da Peppe ne prendemmo in affitto due, solo che rimanemmo molto indietro con i pagamenti e dopo un bel po’ di tempo tentai una conciliazione, andandoci a parlare col cuore in mano e con tanti mea culpa. Lui ci esentò da tutte le rate non pagate, con un sorriso ed una leggerezza che mi hanno fatto capire cosa in realtà sia la musica.
Quel negozio vive della stessa profondità di una libreria. Non mi sono mai piaciuti i negozi di strumenti laddove appena entrato, subito dopo un cicalino orripilante che avvisa di aver varcato la soglia, arriva un tizio ottimamente vestito che ti chiede subito cosa cerchi. Quello va bene per la coda in salumeria. Invece Musicaviva è un luogo nel quale si può passeggiare, come in quelle librerie nelle quali si può anche non comprare nulla, oppure sederti a leggere per ore.

Confesso, a distanza di giorni dalla sua scomparsa, che non sono ancora riuscito ad entrarci. Lo farò entro breve, e sino a quando quel negozio esisterà penso rimarrà la mia bussola. E’ vero, non ci sono Gibson nuove in vetrina e le batterie non sono tirate a lucido, ma un ristorante si vede da come cucina, non da come apparecchia.

E la zuppa del giorno di Peppe era sempre la più buona e genuina.

Ciao Peppe

 

Commenti

  1. Ciao Ale. Se mi è permesso approfitterei di questo tuo bellissimo post per raccontare una mia indimenticabile esperienza vissuta con Peppe.

    Venticinque anni fa ero in un noto negozio di elettronica, oggi non più attivo, a Fabriano dove trascorrevo le ore a dilettarmi nelle riparazioni e istallazioni. Lavoricchiando lì, conobbi un tale, che per rispetto chiamerò con il nome Pippo, tastierista a cui confidai il mio desiderio di cambiare il piccolo amplificatore “Aria” da studio, con uno più potente da utilizzare anche live. Gli parlai anche delle difficoltà economiche che avevo, da studente, e che per questo soffrivo un po'.
    Pippo mi disse che conosceva un “personaggio” che forse con 100.000 lire e il mio Aria, mi avrebbe rimediato un amplificatore adatto alle mie esigenze.
    Ne parlai a casa con mia madre che, vista la mia passione, acconsentì e mi diede le 100.000 lire per l'acquisto dell'amplificatore. Contattai Pippo il quale mi confermò che era riuscito a “trattare” per concludere la permuta con il conguaglio di 100.000 lire e mi diede appuntamento a casa sua per il sabato successivo per concludere.

    Il sabato andai, accompagnato da mio fratello, a casa di Pippo. Portai l'Aria con me e i soldi.
    Con una mezz'ora di ritardo arrivò questo “personaggio” tutto di fretta e con affanno, vista la pesantezza del “Cibes” che portava a spalla.
    Diede uno sguardo al mio Aria, guardò Pippo, e disse “ Si si si si si, per me va bene”. Di corsa ci salutò e mentre si incamminava mi diceva di provarlo. Salì su un 132 e se ne andò.

    Conobbi PEPPE.

    E i soldi? Disse mio fratello. Pippo rispose di darli a lui e che avrebbe provveduto a portarli a Peppe il giorno dopo in quanto avrebbero suonato ad una festa insieme. E così feci.

    Peppe lo cominciai a frequentare successivamente in quanto presente con i suoi service a tutte le feste di parrocchia o sagre di paese dove noi band da cantina eravamo chiamati a suonare.
    Passano gli anni e a Fabriano apre Musicaviva, adiacente al ponte che dalla stazione porta all'ospedale, e ogni tanto Peppe mi chiamava a fare qualche lavoretto che mi ricompensava con mute di corde, cavi, prestiti di casse...
    Un giorno mi ricordò quando ci eravamo conosciuti a casa di Pippo. Colsi l'occasione per ringraziarlo nuovamente di avermi venduto un amplificatore con 100.000 lire e la permuta del mio.
    Cambiò espressione in un millisecondo. Come 100.000 lire!! Esclamò!
    Si Peppì, dissi. A Pippo ho dato quei soldi che a detta sua era riuscito a trattare con te chiedendoti di venirmi incontro.
    Riccà, rispose: io avevo fatto uno scambio alla pari, proprio perchè eri agli inizi e non potevi spendere..... Adè ce penso io, continuò...

    Mi chiamò due settimane dopo quella chiacchierata in quanto doveva consegnare urgentemente un impianto luci al “Circolo ippico” e non aveva nessuno che gli facesse i collegamenti.
    Andai in negozio e cominciai il lavoro. Peppe era a fare una consegna e quel giorno non lo vidi in quanto per comodità decisi di portarmi il materiale a casa per lavorare in uno spazio più comodo.
    Il giorno successivo riportai il materiale cablato e lui era li a servire dei clienti. Mi disse di aspettare. Era ora di pranzo. Usciti i clienti mi chiese, come al solito, se avevo bisogno di qualcosa, per ricompensarmi del lavoro fatto. Presi l'ennesima muta 0.45 Rotosound.
    A quel punto aprì il registratore di cassa e oltre alle corde mi diede 100.000 lire.
    E questi Peppì??
    Questi sono i tuoi, prendili. E ridendo mi disse che Pippo gli aveva portato a riparare la tastiera e la riparazione gli era costata giusto 100.000 lire in più......
    PEPPE era così!
    (un po lunga, ma andava scritta tutta...)

    Grazie ancora Peppe. Quel Cibes ce l'ho ancora e, come feci tu con me, io l'ho messo a disposizione in una sala musica dove ci vanno a suonare dei giovani ragazzi.

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    Risposte
    1. commuovente ed emozionante ricordo. Le persone come te Riccardo fanno il bene della musica, proprio come Peppe

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  2. Che splendino post Alex!!! Io non l'ho mai conosciuto...ma il suo nome è arrivato fin qui a Tolentino...grande Peppe.

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