Post

Visualizzazione dei post da Febbraio, 2013

Del blues

Immagine
Cari lettori,

questo blog, d'altronde, si chiama bluespaper. Giornale del blues, più o meno la traduzione e l'idea che avevo in mente nel momento in cui l'ho realizzato è stata questa.

Cosa è blues e cosa non lo è? Ha senso pensare al blues come ad un concetto astratto all'interno del quale c'è la musica ed anche la letteratura? Perchè in fondo qui faccio questo: lasciare che si incontrino le due facce  distanti ma vicine di questi due mondi: il blues/rock e la narrativa.
Può sembrare una forzatura, un pretesto per far entrare dentro tutto. Così è se vi pare, scriveva qualcuno molto più in alto di me.
Della narrativa voglio parlare in maniera veloce, perchè il mio focus oggi è il blues. Negli Stati Uniti la parola "blue" identifica non  solo un colore, ma uno stato d'animo, una attitudine: I'm blue è una variante di "sono triste", senza però un peso contingente e particolare: è quella tristezza malinconica che fa da sottofondo alla vita…

Keith Richards. Life

Immagine
Difficile commentare un libro come "Life", autobiografia di un istrione come Keith Richards.
Da una parte c'è la riconoscenza verso il padre musicale dei Rolling Stones. Per carità, Keith ogni due pagine ricorda che senza il suo Charlie (Watts) dietro le pelli della batteria, il suono degli Stones non sarebbe mai stato quello che noi conosciamo. Sorrido, ma so bene che in realtà è un solo per rimarcare chi non lo ha mai tradito (Charlie, appunto) nei confronti di colui il quale, negli ultimi 20 anni, si è distanziato in maniera progressiva: Mick Jagger.

Se però si leggesse Life come una storia interna della più grande rock band della storia non farei giustizia nei confronti dell'autobiografia più appassionante che io abbia letto, e la musica in questo caso non c'entra.
Chi è appassionato dell'ambiente musicale conosce, naturalmente per sentito dire, i problemi avuti con le droghe (ma anche per le droghe) di Keef. Nulla di questi particolari viene risparmiato…