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Visualizzazione dei post da Luglio, 2012

Americana

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Certi aspetti noi italiani non sappiamo recepirli, benchè meno copiarli.
Periodicamente apro il Mercatino Musicale nella sua nuova versione del Villaggio Musicale, per comprendere che aria tira, chi cerca chi, come si evolvono i musicisti del territorio. E resto puntualmente basito dell'aleatorietà degli annunci. "Formiamo una rock band? Generi di riferimento: r'n'b, southern rock, progressive" e poi a cascata tutti gli stili musicali sino ad oggi suonati, dalla Groenlandia alla Nuova Zelanda.
Tutti cercano tutti, per suonare tutto, evidentemente.

Se siete arrivati a leggere questo articolo, è perchè su un messaggio all'interno del Villaggio Musicale ho rimandato le mie idee, richieste e ricerche, appunto, ad una cornice più esaustiva che non le poche righe di una inserzione.
Ancora. Se siete arrivati sino a qui, evidentemente siete alla ricerca di una band, di  musicisti con i quali condividere un percorso. Quello che cercherò di esprimere vorrei fosse un p…

I primi 50 anni dei Rolling Stones

Il più bello, secondo l’opinione collettiva, è Sticky Fingers. Io non ne sono così sicuro, in quanto affezionato a Some Girls. Ma di dischi stupendi, nella storia degli Stones, ce ne sono decine. 50 anni sono passati dalla nascita del quintetto più sfrontato del rock britannico e l’impressione è che la storia non si fermerà qui.
Il 10 Giugno del 2003 li vidi per la prima volta dal vivo. Per un fan come me, era la realizzazione di un sogno. Era il tour del quarantennale ed a vedere oggi quelle immagini sembrano così dannatamente giovani. Appena saliti sul palco, la partenza era da brivido: Brown Sugar e Start me up. Le stesse canzoni incluse nella raccolta Jump Back, una retrospettiva dei successi più famosi ritrovata nell’auto di un amico che consumai a forza di ascoltare nel fronte retro. Chiariamo subito un concetto: gli Stones sono il simbolo del rock and roll. Si potrebbe vivere tranquillamente su un’isola deserta solo con la loro discografia e non sentire il bisogno di niente…

Cent'anni di solitudine. Gabriel Garcìa Marquez

La prima sensazione che ho nel descrivere la bellezza senza tempo di Cent’anni di solitudine è, inevitabilmente, ricordare le notizie su Marquez riportate in questi giorni da tutti i quotidiani del globo, che lo descrivono malato ed impossibilitato a regalarci ancora un altro capolavoro.
La premessa rende queste righe ancora più convinte, perché stiamo parlando di un romanzo irripetibile e che lascia a bocca aperta. Troppo riduttivo descriverlo come una saga familiare, di cui la letteratura è piena sino all’orlo. Cent’anni di solitudine è molto di più. E’ una discesa fantastica nella storia di un luogo di fantasia, Macondo, che viene fondato dal capostipite della famiglia Buendìa. E dal momento della sua fondazione si dipana una storia irreale, costellata di presagi ed avvenimenti drammatici, di colpi di scena e guerre, di morti annunciate e mai giunte (in un altro suo capolavoro, Marquez invece consuma una morte già predetta nelle prime due righe del romanzo).
Non è facile leggere C…

La meravigliosa storia di 4 musicisti alla ricerca della marmellata di Pearl

Chi l'ha detto che debbano essere raccontate solo le storie dei grandi nomi? Ho deciso di mettere nero su bianco il romanzo di quattro musicisti che per oltre quattro anni hanno condiviso una passione, una sala prove ed anche una idea. Perchè non c'è alcuna differenza tra l'addio dei R.E.M. e quello degli Yellow Ledbetter.

Ho conosciuto gli Yellows alla fine del 2007. Non sapevo chi fossero Michele, Gian Maria e Pietro. Ricevetti solo una telefonata timida da un bassista molto più grande di me che dall'altra parte della cornetta mi chiedeva se volevo strimpellare, ogni tanto, qualche canzone dei Pearl Jam. Perchè no? In fin dei conti dei PJ conoscevo vita, morte e miracoli. Forse erano anche la mia band preferita. Forse, perchè i gruppi preferiti cambiano di mese in mese, come una ruota che gira lenta ma inesorabile. A volte i Rolling Stones. Altre gli Stone Temple Pilots. Adesso mi sembra che siano Ryan Adams and the Cardinals. Poi ogni tanto la ruota gira ancora e …